27 settembre 2007 —
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sezione:
Basso Canavese
SAN GIUSTO. Stava uscendo dal centro sportivo comunale Franco Cerutti, in pratica la sua seconda dimora, quel triste giovedì del 1989 quando unauto lo investì ponendo fine alla sua vita, e lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di quei ragazzi con le scarpe bullonate, calciatori in erba, che erano per lui dei figli adottivi e con i quali trascorreva gran parte delle sue giornate da pensionato.
A Luigi, per tutti Gino, Fiorina, sangiustese che fu anche consigliere comunale negli anni Ottanta ed animatore di tante iniziative locali (tra esse il giornalino Il Tirapere), è stato intitolato il nuovo campo di calcetto di San Giusto sorto a corredo della struttura sportiva, ennesimo gioiello del Paese Giardino dopo i lavori connessi allapprodo del FC Canavese tra i professionisti della C2. Un sogno che, forse, anche Gino teneva nel cassetto, mentre spronava i suoi campioncini al sudore ed alla disciplina; nella speranza che, un giorno, qualcuno di loro potesse arrivare al futbal (come lo chiamava lui) che conta, magari con la maglia rossoblu dellallora Sangiustese se non, addirittura, alla serie A.
Alla cerimonia, oltre alle autorità locali cerano il parroco don Piero Gremo, familiari, associazioni locali e lArma dei Carabinieri: non poteva poi mancare il vicesindaco Francesco Ferraris, amico fraterno e che con lui condivise anche la militanza calcistica negli Anni 70. «Ricordo Gino sul terreno di gioco - dice commosso -. Lui più grande di me ed autentico leader per tutti i compagni di squadra. Unala sinistra vecchio stampo, implacabile sotto porta, deciso ma sempre corretto e leale: era così anche nella vita, nelle tante attività che portava avanti, prime tra tutti il calcio ed il collezionismo di giornali sportivi. Ma ricordo soprattutto un amico fraterno, un uomo onesto, fiero di essere sangiustese che sino allultimo non lesinò energie per aiutare le giovani promesse a crescere come atleti e, prima ancora, come uomini».
Maestri di sport e vita come, forse, pochi ne rimangono. «Non tutti poi sanno - rivela il vicesindaco - che fu proprio Gino a convincermi a tornare a San Giusto, e scendere in campo per la mia prima candidatura al Comune...». Una passione genuina, quella di questuomo buono ed umile, sempre cortese e disponibile ma anche schivo ai facili compromessi e senza troppi peli sulla lingua, specialmente quando si parlava di San Giusto: un esempio per tutte le nuove generazioni che adesso, guardando quella targa con impresso il suo nome, potranno magari farselo raccontare da chi ebbe la fortuna di conoscerlo e collaborarci. «Un bellesempio di persona - aggiunge lassessore Bollettino - che attraverso lo sport ha visto nella gioventù lavvenire: per il sottoscritto uninsostituibile guida. Riguardo al campo di calcetto, posso dire senza paura di smentite che si tratta di una delle strutture più allavanguardia dellintero Canavese; quanto prima emaneremo un regolamento per la sua gestione, e renderlo quindi operativo e fruibile».
Stefano Saccotelli