Caluso, canile pubblico e fondi regionali

CALUSO. Il canile di Caluso potrebbe diventare pubblico e, quindi, beneficiare dei finanziamenti regionali come avviene, ad esempio, per quello di Torino. Una struttura che, tra l'altro, ha gli stessi numeri, in fatto di recupero e di accoglienza cani, di quello calusiese. La proposta arriva da Teresio Comerro, sindaco di Mazzè e presidente della comunità collinare Terre dell'Erbaluce: «Quello di Caluso potrebbe diventare il canile della comunità - spiega Comerro - garantendo un importante servizio».
«L'unica nota dolente è sempre la mancanza di fondi - prosegue il sindaco -. Nella cassa della comunità collinare continuano a non arrivare tutti gli stanziamenti previsti. Ciò è ovvio, limita le nostre attività». La proposta di Comerro sarà oggetto di discussione del prossimo consiglio della comunità, in programma nelle prossime settimane.
Intanto, le buone intenzioni del sindaco di Mazzè vengono accolte positivamente da Luciano Sardino, fondatore e responsabile del canile calusiese. «Sono favorevole ad analizzare la proposta avanzata da Comerro, di cui al momento non conosco bene i contenuti - dice Sardino, e aggiunge -. E' necessario, infatti, trovare una soluzione per la gestione del canile. Cosi diventa ogni giorno più difficile andare avanti, e siccome l'unione fa la forza ben venga l'ipotesi che il presidente della comunità sottopone all'attenzione nostra e degli amministratori del Canavese. La situazione del canile, infatti, sta raggiungendo livelli sempre più critici. Dall'inizio di quest'anno sono già trecentocinquanta i cani raccolti e poi ospitati nella struttura. Con ogni probabilità, supereremo i cinquecento dell'anno scorso. Eppure, l'unica nostra fonte di entrata deriva dalle quote che ci versano i Comuni dell'Asl 9 che si sono convenzionati con il canile: in tutto duecentomila euro. Una cifra che però è solo sulla carta. Sono numerosi, infatti, i Comuni che versano in ritardo, oppure non lo fanno proprio, la loro quota, pari ad un euro per abitante. «Cosi capita che per sopperire alla mancanza di fondi intervengo io stesso di tasca mia - conclude Luciano Sardino -. Determinante è anche l'aiuto dei volontari che supportano i sei operai stipendiati. Ma ci servirebbero una segretaria ed un altro operaio in più rispetto all'attuale organico».
Più scettico in merito alla proposta di Comerro appare, invece, il sindaco di Caluso, Marco Suriani. «Senza nulla togliere all'importante servizio svolto dal canile - sottolinea Suriani - ritengo sia riduttivo limitare l'attività ai soli Comuni della comunità collinare. Cosi come è strutturato il canile, infatti, è in grado di offrire un servizio molto più ampio e completo. Sono convinto che per risolvere la situazione occorra realizzare in Canavese almeno altri due canili, oltre a quello giù esistente di Caluso. Uno che potrebbe servire la zona dell'Eporediese ed un terzo per l'Alto Canavese. Ovviamente, dovranno essere strutture pubbliche».
Delle difficoltà del canile di Caluso si era interessato di recente anche il consigliere regionale Luigi Ricca (Sdi) che ha promesso di segnare il problema all'assessore regionale alla Sanità. «E' indispensabile - ha detto Ricca - apportare qualche modifica alla legge regionale in materia. Ad esempio, sarebbe importante che le sanzioni elevate dai vigili venissero destinate ai Comuni e non all'Asl. In questo modo, la vigilanza sul territorio sarebbe incentivata ed il fenomeno del randagismo e dell'abbandono potrebbe in parte diminuire».
Lydia Massia