«Basta cuccioli, in troppi saranno randagi»

IVREA. E' un problema che c'è sempre. Ma in primavera si accentua ancora di più. Le associazioni che si occupano di animali non fanno che ripeterlo: «Bisogna limitare le cucciolate. E sfatare una serie di luoghi comuni assolutamente inesatti sulla sterilizzazione. La sterilizzazione - sottolineano - è l'unico modo per evitare un sovrappopolamento di cani e gatti». Luciano Sardino, responsabile locale della Lega per la Difesa del Cane, racconta una storiella efficace.
Sardino si basa sui numeri. Semplici operazioni matematiche che, però, sono sufficientemente chiare per far comprendere il problema a chiare lettere: «Proviamo a contare. Ogni animale, cane o gatto che sia, ha una media di sei cuccioli. Se la metà sono femmine anche queste, nel giro di un paio d'anni, avranno messo al mondo altri diciotto cuccioli. Dopo altri due anni, anche le nove giovani cagne o gatte avranno sfornato 54 cuccioli. Passano altri due anni a anche gli animali di terza generazioni (sono 27) avranno a loro volta i loro cuccioli e siamo a quota 162. Due anni dopo potremo già contare 81 animali che danno vita a qualcosa come 486 cuccioli. In dieci anni, calcolando solo una cucciolata per ogni femmina di animale, abbiamo quintuplicato la popolazione. Chiaro?»
Sardino aggiunge: «Non è vero che la sterilizzazione di un cane o di un gatto è un atto contro natura. La sterilizzazione delle femmine ha dei vantaggi: elimina le manifestazioni del calore e di tutte le conseguenze, riduce di molto il rischio di cancro alle mammelle ed elimina il rischio di tumori uterini». E, in più, la sterilizzazione evita che si trovino continuamente cuccioli di animali abbandonati.
«Dall'inizio dell'anno - osserva Sardino - abbiamo trovato già più di quaranta cuccioli di cane che erano stati abbandonati. Noi facciamo di tutto per occuparci dei cani abbandonati, ma è necessario che ci sia sensibilizzazione e prevenzione di certi fenomeni. Lo spazio al canile è raddoppiato e, in men che non si dica, si è nuovamente riempito all'inverosimile».
C'è poi un altro fenomeno silenzioso e positivo. Tanti - anche se sarebbe bello fossero sempre di più - dovendo prendere un cane lo vanno a scegliere al canile rifugio di Caluso. «In questi primi tre mesi - dice Sardino - centosette cani che si trovavano al canile hanno trovato un nuovo padrone. Questo ci fa molto piacere. La disponibilità delle persone, però, non è sufficiente a risolvere i problemi cui, ogni giorno, dobbiamo fare fronte. I cani randagi continuano ad aumentare così come le cucciolate, per le quali riceviamo tante segnalazioni». Al canile, i volontari sono instancabili anche se, a volte, per migliorare le situazioni e risolvere i problemi basterebbe una maggiore sensibilità diffusa ed un livello di attenzione più elevato per certi fenomeni. (ri.co.)