Canile, un bilancio tra speranze e difficoltà

IVREA. Trecento cani al canile-rifugio di Caluso, una trentina al canile sanitario di Rivarolo. E ancora: ventitre cani a Cuorgnè, ‘eredità' di un anziano morto qualche anno fa. I volontari della Lega per la Difesa del Cane sono indaffarati tra il prodigarsi a rispettare le convenzioni con i Comuni e inventarsi ogni giorno nuove iniziative per raccogliere fondi.
Così, tra i volontari, c'è chi si occupa direttamente di tenere puliti e nutrire i cani e chi, andando in giro qua e là, fa un po' di marketing.
Per il 2006, servirebbe una bella somma di denaro per ampliare il canile rifugio di Caluso. Un sogno irrealizzabile? «Chissà - dice Luciano Sardino, presidente della sezione eporediese della Lega per la Difesa del Cane -. Noi speriamo di poter portare avanti il progetto». I problemi, del resto, sono sempre gli stessi.
In un anno, tanto per citare qualche numero, sono stati messi quindicimila microchip per l'identificazione dei cani. Eppure, praticamente ogni settimana i volontari catturano cani senza che sia possibile risalire al proprietario. E ancora: «Noi continuiamo a cercare di sensibilizzare i proprietari sul tema della sterilizzazione delle cagne. E' un argomento dove, incredibile a dirsi, ci sono ancora molti pregiudizi».
C'è, poi, il rapporto con i Comuni. La sensibilità ed il rispetto per gli animali sono qualità bipartisan e non ha nulla a che vedere con l'appartenenza politica: «Ci sono realtà dove lavoriamo benissimo - sottolinea Sardino - ed altre dove è difficilissimo. Anzi, di più. Direi che si può tranquillamente affermare che ci sono luoghi dove qualcuno fa sì che la burocrazia arrivi quasi ad uccidere la nostra attività». Eppure, secondo Sardino, i Comuni e la Polizia municipale potrebbero fare molto: «Ci sono paesi piccolissimi dove tutti si conoscono e capire se ci sono situazioni difficili sarebbe davvero un attimo».
In ogni caso, con la fine del 2005 scadrà la proroga della convenzione con il 75% dei Comuni: «Forse molti pensano che si tratti di una questione superflua, ma non è affatto così».
In un anno, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha contato, al canile rifugio di Caluso, quattrocento nuovi ingressi. «E ogni volta ci chiediamo: ma come faremo? - dice Sardino - Se dobbiamo prendere un cane grande dove lo mettiamo? Poi succede che, il sabato pomeriggio, arrivano al canile diverse famiglie e, in un giorno, trovano un padrone cinque cani, così si libera un po' di spazio, ma la situazione è difficile e la struttura scoppia».
C'è poi, il problema - più silenzioso e meno evidente - dell'abbandono dei gatti. Volontari della Lega per la Difesa del Cane e Lida lavorano a stretto contatto. La Lida focalizza la sua attenzione sui gatti. Il sabato pomeriggio, il gattile di piazza del mercato è aperto per consentire, a chi vuole, di prendere contatto con i volontari e adottare un micino. La Lida cerca, nei Comuni, di sensibilizzare sulle colonie feline. Ancora Sardino: «Tra l'altro, a fronte della presentazione di progetti sono disponibili finanziamenti regionali per le sterilizzazioni delle colonie feline. In alcuni Comuni, negli ultimi due anni, alcuni progetti sono stati realizzati. Segno che, se c'è un po' di buona volontà si ottegono anche dei risultati importanti». (ri.co.)