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«Qui la ‘salute mentale’ è il settore più disastrato»

IVREA. Uno dei peggiori servizi dell’Asl 9 è quello che si occupa della salute mentale. E i vari, gravissimi problemi ad esso connessi sono stati esposti da Piero Marchisio della “Comunità che guarisce” e da Guglielmo Ghiringhello, dell’Associazione Familiari Malati Mentali. Per Marchisio fondamentale è proporre dei servizi effettivi e non solo previsti sulla carta.
 Occorre, insomma, un progetto di prevenzione per evitare di seguire le urgenze e poi creare un osservatorio regionale, punto di partenza di un lavoro mirato e incisivo fra gli utenti. Oggi molti centri diurni per la riabilitazione «sono dei gusci vuoti», perché non c’è personale e quindi attività. Ciò che però è estremamente grave è che nell’Asl 9 la spesa per la salute mentale è del 2%, quando dovrebbero essere del 5. Non si utilizzano cioè i finanziamenti previsti dalla legge per i servizi che spettano ai malati mentali.
 Ghiringhello ha quindi illustrato nel dettaglio la situazione, individuando anche i problemi a monte. In Piemonte infatti ogni anno si laureano pochi psichiatri «che cercano lavoro in Asl più appetibili, di quella di Ivrea con più sedi ospedaliere e con i servizi disperso sul territorio. Molti psichiatri che vincono i concorsi, indetti dalla 9, provengono da altre Regioni e ovviamente quando si trovano nelle condivisioni di poterlo fare, cercano di avvicinarsi a casa». Ciò si riflette in modo negativo su Ivrea e su tutto il territorio dell’Asl, che dispone di pochi medici ed operatori, nonostante il bisogno del servizio sia in aumento.
 Il servizio salute mentale conta infatti ben mille 800 utenti e il 30% di questi è costituito da persone con turbe piuttosto gravi. La domanda dunque è elevata ma a Ivrea ci sono soltanto due medici che devono far fronte a tale situazione e non c’è un centro diurno. Sempre Griringhello ha infine posto la questione dell’applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza. In base a tale normativa infatti chi, ad esempio, deve essere inserito in una comunità dovrà pagare il 60% della spesa. Una struttura di tal tipo costa oggi dai 4 ai 5 milioni di vecchie lire. Il carico finanziario a carico dalla famiglia è eccessivo. I due relatori hanno sollecitato Valpreda a vincolare la spesa per la salute mentale che non deve essere inferiore al 5% rispettato in tutte le Asl ad eccezione della 9.

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