La maestra: «La sfida più difficile è coinvolgere i bambini digitali»

La testimonianzaSonia Ceruti da 28 anni fa la maestra: prima a Pavia, alla Maestri, ora a Torre d'Isola. «Il calo degli alunni - spiega - a livello locale si vede solo sulle classi attivate. Ma non è omogeneo: a Torre d'Isola, per esempio, più che di calo c'è un problema di spazi. Per due anni di fila siamo riusciti a fare due prime, poi non abbiamo più avuto gli spazi per farlo e ne abbiamo dovuta fare solo una, anche se c'erano le richieste». Come se lo spiega?«Torre d'Isola è in posizione strategica rispetto alla città e all'autostrada, quindi ci sono anche bimbi non residenti: da Pavia, Trivolzio, Bereguardo. Il vero problema, però, sono le classi comunque troppo numerose: di 24 o 25 alunni, ma contrassegnate da una forte complessità». In che senso?«La complessità è data da molti aspetti. In questi anni l'utenza è cambiata molto. Un cambiamento che ho visto accelerare negli ultimi cicli, ogni 5 anni cambia lo stile di apprendimento dei bimbi, immersi fin da piccoli nella tecnologia: sono madrelingua digitali, la sfida è catturare la loro attenzione perché sono abituati a stimoli molteplici, frequenti e veloci. Spesso dobbiamo lavorare proprio sul fatto di sollecitare attenzione e concentrazione sul compito». E poi? «Poi nella scuola oggi c'è una maggiore consapevolezza sui disturbi specifici apprendimento e i bisogni speciali, come quelli degli stranieri di prima immigrazione, che magari hanno una barriera linguistica. L'insegnamento dovrebbe essere personalizzato: ma se calano gli alunni totali, spesso non ci sono più i numeri per fare due classi e si finisce per dover fare una sola classe più grande. Difficile pensare a un insegnamento cucito sui bisogni di ciascuno se in classe ci sono più bimbi e sempre meno insegnati». Manca il tempo pieno?«Il tempo scuola di 40 ore, sempre molto richiesto, non è però il tempo pieno, con cui avevamo il doppio organico, la possibilità della compresenza. Ora con meno docenti è più difficile strutturare laboratori e lavori di gruppo. Col tempo pieno e due persone sulla stessa classe era quindi possibile un altro tipo di didattica». --