Un nuovo terremoto nel Consorzio vini Lasciano 4 aziende

TORRAZZA COSTE. Un nuovo terremoto scuote il Consorzio tutela vini Oltrepo Pavese. Alla vigilia dell'assemblea dei soci, in programma oggi pomeriggio al centro Riccagioia di Torrazza Coste, altre quattro aziende hanno deciso di abbandonare l'ente consortile, in aperta polemica con la politica che sta portando avanti l'attuale dirigenza. lasciano 4 aziende Tra le aziende che lasciano l'ente spicca il nome dell'azienda agricola "Conte Vistarino" di Rocca de' Giorgi, guidata dalla contessa Ottavia Giorgi Vistarino, una principali realtà di riferimento per la produzione di Pinot nero sul territorio. Ma c'è anche un'altra cantina simbolo dell'Oltrepo come "Tenuta Travaglino" di Calvignano, poi "Prime Alture" di Casteggio, il wine resort del presidente della Strada del vino e dei Sapori, Roberto Lechiancole, e "Perego & Perego" di Rovescala. Vanno ad aggiungersi alle altre uscite ormai un anno fa, subito dopo il rinnovo delle cariche del Consorzio, capeggiate dalla Torrevilla Viticoltori Associati, una delle voci più critiche sugli assetti attuali dell'ente consortile e sui progetti portati avanti. Revisione del consorzio Vistarino e le altre aziende assicurano di non voler creare nessuna associazione parallela, ma chiedono una revisione totale della politica e della governance del Consorzio (con l'individuazione della figura dell'amministratore delegato), che punti realmente sulla qualità dei prodotti. Solo in quel caso le aziende potrebbero pensare ad un rientro. L'ennesima frattura arriva proprio mentre oggi pomeriggio l'assemblea dei soci del Consorzio, oltre a votare il bilancio 2018, dovrà ratificare l'ingresso di nuove realtà, come il Consorzio Club del Buttafuoco storico di Canneto Pavese, e approvare una modifica statutaria che consente l'allargamento del consiglio dell'ente da 15 a 21 membri. L'ampliamento della base sociale, con il rientro di alcune realtà che erano fuoriuscite in passato, è uno dei punti principali del "Progetto Oltrepo" sostenuto da Regione Lombardia. Ma come si è visto, se ci sono aziende pronte ad entrare, ce ne sono altre che sono già uscite o che si dicono pronte a farlo. E questo rischia di rimescolare nuovamente le carte in tavola su un territorio che sembra destinato a non trovare mai pace. ----O.M.