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È stata una delle prime web radio universitarie nate in Italia e, negli anni, seguendo l'evoluzione delle nuove tecnologie e dei social network, è diventata un importante creatore di contenuti per il web e il punto di riferimento di tanti studenti dell'Università di Pavia come laboratorio in cui apprendere competenze importanti e fonte di notizie "a misura" sull'ateneo e la città. UCampus compie dieci anni e da quando è nata nel 2008 grazie al progetto pubblico "Pavia la città partecipata" promosso dal Dipartimento della Gioventù della presidenza del Consiglio dei ministri e dall'Anci, l'Associazione nazionale Comuni italiani, di strada ne ha fatta tanta.«All'inizio si trattava di una delle prime web radio universitarie, ed era organizzata sulla base delle stazioni radio Fm tradizionali. A quel tempo non esistevano ancora i social che ci sono adesso, gli smartphone se c'erano non erano così utilizzati. In questi dieci anni sono cambiate molte cose», spiega Andrea Taccani, station manager della radio e, a suo tempo, una delle persone che hanno steso il progetto. «Oggi siamo una web radio e web tv che funziona come una factory: creiamo contenuti originali sul web diversificati a seconda dei target. Ci riferiamo sempre a tutto il contesto dell'università e di Pavia. Vogliamo dar voce a tutte le espressioni e iniziative della nostra realtà». Un modo per educare la comunità universitaria a vedere la propria realtà come un insieme di persone e progetti, tutti meritevoli di essere raccontati.senso di appartenenza«Gli studenti devono conoscere cosa accade in università, non si tratta di compartimenti stagni: è bello se lo studente di comunicazione scopre dell'esistenza dei laboratori scientifici, dei ricercatori; se tutti decidono di partecipare alle cerimonie e agli incontri organizzati. Questo rafforza il senso di appartenenza e fa capire agli studenti che l'Università non è solo esami e studio, ma c'è molto di più». Tanti di loro hanno anche deciso di partecipare in prima persona e mettersi in gioco, microfoni e telecamere alla mano: «Centinaia di ragazzi sono passati da noi in questi anni; ora siamo circa una quarantina con studenti di diverse facoltà. Hanno la possibilità di lavorare alla realizzazione di video o di creare loro programmi radio di mezz'ora o un'ora sul tema di cui sono appassionati. L'importante è che abbiano bene in mente come realizzare il progetto e quale taglio dargli affinché sia appetibile al nostro target. Vogliamo riuscire a intercettare anche quegli studenti che magari, essendo pendolari o lavoratori, possono trascorrere poco tempo a Pavia e vivere poco l'Università dandola per scontata».le storie dei ricercatoriUn laboratorio, quello di UCampus, che permette di mettersi alla prova, a titolo volontario, e acquisire delle competenze che serviranno in futuro: «Imparare a lavorare in squadra con delle scadenze, saper intrattenere un pubblico per il tempo di un programma, gestire contenuti, saperli trasmettere: sono skills che agli studenti serviranno in qualsiasi ambito lavorativo oltre che già all'università, e che li rendono più sicuri di loro stessi».Tra le tante idee per il futuro, quella di raccontare le storie dei ricercatori attraverso il mezzo video: «Si tratta di un piccolo tassello, ma per qualcosa di molto più grande: far sapere a tutti, soprattutto agli studenti, che Pavia è una città universitaria in grado di formare menti e ricercatori brillanti». Dopo tanti anni trascorsi a contatto diretto con i ragazzi che sono passati da UCampus, Taccani si augura che ne arrivino sempre di più: «Lavorare con loro è molto arricchente, spesso è più quello che si impara di ciò che si insegna: l'auspicio è che ci siano sempre più studenti motivati a realizzare progetti e impegnarsi». --CLAUDIA AGRESTINO