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PoliticaI problemi di Paviasecondo FerrariIl senatore Alan Ferrari ha aperto la campagna elettorale del Pd per le elezioni della prossima primavera.Lo ha fatto nel modo garbato che lo contraddistingue. Ciò non toglie che la sua uscita di qualche giorno fa in occasione della festa del Pd di Stradella sia stato un utile pretesto per porre sul tavolo i problemi che rendono difficili i rapporti tra gli elettori e lo stesso Pd. A partire - la presenza dell'ex ministro Minniti ne dava l'occasione - da come va affrontato il problema della immigrazione. Da una parte dice che Salvini non ha fatto nulla di nuovo. Non necessita neppure di confutazione dato che la realtà è sotto gli occhi di tutti. Ma poi inevitabilmente ricade sulla posizione reale del Pd sul tema: accoglienza e integrazione necessarie pena la impossibilità di erogare le pensioni nei prossimi anni per mancanza di contributi che dovrebbero dare gli immigrati. Una visione catastrofista che non tiene conto che per garantire l'equilibrio economico la strada è semmai quella di creare lavoro e di combattere la disoccupazione.Ma il problema immigrati serve a Ferrari per introdurre il tema della sicurezza. Che il senatore Pd non vuole certo lasciare alla destra (così dice...). E subito si vola al Comune di Pavia: afferma che il sindaco Depaoli avrebbe operato bene, ma anche che le scelte di Depaoli sono state spesso (molto) estranee alle indicazioni del Pd. Con la conseguenza che mezza maggioranza è critica sulla Giunta, spesso apertamente, salvo poi ricompattarsi nella difesa della poltrona.Caro senatore, Pavia non è una città sicura e quindi la sicurezza per noi non è un tema di discussione teorica tra destra e sinistra, ma una realtà vissuta con grave disagio dalla popolazione, anziani in testa. Non si può teorizzare di sicurezza quando il centro storico è diventato una sorta di bivacco di ubriachi chiamato "movida". Così come non si può dire che sta operando bene una giunta che ha appaltato tutti i servizi con risultati disastrosi (verde, rifiuti) creando uno stato confusionale in una Asm ormai svuotata. E si dica pure che ci sono amministratori del centrodestra del passato accusati e condannati. Assai negativo per il centrodestra, certo, come lo sono i casi di amministratori del centrosinistra della Giunta e dell'Asp. Non risulta tuttavia che i partiti siano implicati in quanto tali.Quindi non si pensi di sfuggire al confronto su Asm. Ma sul degrado di una Asm che per cento anni è stato strumento e orgoglio della città che avete ridotta a nulla. E diciamo la verità: il Pd rinuncerebbe volentieri a Depaoli se non pensasse che senza di lui la sconfitta sarebbe certa.Melania Lanave. consigliere comunale Forza ItaliaIl dibattitoIl nazionalismovisto in positivoDesidero portare una riflessione sull'argomento dello spettro nazionalista che nuocerebbe, secondo un commentatore, a quell'indiscutibile "edificio" socio-culturale ed economico del 2° dopoguerra mondiale che ha assicurato a tutti pace, benessere, sicurezza e libertà. Certo stiamo vivendo un periodo di trasformazione legato a problemi diversi: di crisi economiche, d'impatto tecnologico incerto e insicuro, d'immigrazione intesa per lo più quale fenomeno di punta, sul quale le tesi in campo spaziano trasversalmente dalla concezione umanitaria a quella difensiva di confini e territori, strumentalizzando, sempre e comunque, da entrambe le parti politiche.Non è in questo scontro di principi che possa essere messo in discussione il significato di civili conquiste degli ultimi 60 anni, né tantomeno continuando a paventare nazionalismo e populismo come pericoli; bisogna superare ataviche paure e affermare con sincerità e coraggio la bontà del nazionalismo, del vero spirito italiano, delle tradizioni popolari di tutte le Regioni; come se popolare e populista fossero dovuti ad intenzioni diverse e non a una volontà comune di promozione del benessere delle comunità.In questo senso il nazionalismo e il populismo sono e saranno il mezzo per risolvere le indefinite divergenze sintetizzabili nel cosiddetto sovranismo, altro termine abusato in modo equivoco; invece, chiave di un contenuto nazionale che deve ora più che mai evolversi, senz'alcun timore, in spirito federale unitario degli stati.Soltanto allora si potrà parlare di un' Europa federale, politica e non solo economico- monetaria, com'è ora. Gli Usa ne sono esempio: perché ora non superiamo le ambiguità e facciamo tesoro dello spirito americano e non solo, anche in politica ?Giuseppe Carrubba. San Genesio ed Uniti