La città pensata anche per i disabili

L'accessibilità per i disabili è un dato che va considerato sin dalle prime fasi del progetto di costruzione di un edificio. Non deve essere una mera voce da spuntare nella verifica, a posteriori, del rispetto di alcune scomode (e antiestetiche) indicazioni normative. L'accessibilità è un'esigenza, non un favore architettonico. Da tale convinzione è nato quest'anno il Gruppo di lavoro su accessibilità e inclusione dell'Ordine degli ingegneri di Pavia. Il Gruppo, guidato dal professore Alessandro Greco, viene presentato oggi nella giornata di studi "Verso il mondo accessibile: tra eliminazione delle barriere architettoniche e universal design", organizzata dal dipartimento di Ingegneria civile dell'università e dall'editore Volpe. L'incontro si tiene, dalle 9.30 alle 13, nell'aula 4 del nuovo Polo didattico della facoltà di Ingegneria (via Ferrata 5). Intervengono vari esperti del settore, coordinati dal professore Greco; viene inoltre presentata al pubblico la raccolta di saggi "Il mondo accessibile", a cura di Federica Villa. «Il nostro intento è sensibilizzare ingegneri e architetti, ma anche la gente comune - chiarisce Greco - infatti in Italia le leggi e le regole da seguire per quanto riguarda il rapporto tra disabili e spazi pubblici sono estremamente all'avanguardia. Il problema è che le normative vengono sempre più spesso trascurate. I professionisti sviluppano i progetti di costruzione e solo successivamente si ricordano che, ad esempio, le porte delle stanze di un palazzo devono essere abbastanza larghe da permettere a un individuo sulla sedia a rotelle di passare. Oppure si rendono conto tardi che avrebbero potuto dotare l'edificio di mappe tattili per ciechi e ipovedenti. Il risultato è che, o rinunciano a certi accorgimenti, o li appiccicano ai progetti già finiti rendendoli non efficienti e integrati come avrebbero potuto essere se concepiti dall'inizio». Il gruppo di Pavia si ispira a modelli europei, per i quali l'accessibilità è già pensata al momento della progettazione, in modo da evitare adattamenti tardivi. Insiste poi sul vantaggio per tutti di rispettare le esigenze dei disabili: una rampa può essere usata da una persona sulla carrozzina, ma pure da un anziano che trascina un trolley della spesa, da un turista con la valigia pesante, da una mamma col passeggino. «Vorremmo che tale mentalità si realizzasse concretamente nelle strutture e nelle strade di Pavia - commenta Alessandro Greco - Pavia in fatto di accessibilità è una città critica: per la sua morfologia, essendo un centro storico su piano inclinato; per la pavimentazione, in quanto l'acciottolato non è certo un terreno su cui le persone con disabilità si muovono facilmente. Ciononostante, la città ha una dimensione contenuta, quindi sarebbe abbastanza semplice ipotizzare piccoli interventi per facilitare la vita a chi è portatore di handicap». Aggiunge: «Abbiamo perso un'occasione quando è stato rifatto recentemente il manto di corso Cavour e non sono stati eliminati i marciapiedi; cosa che si poteva fare essendo la zona ormai a traffico limitato. Però in via XX settembre e piazza Petrarca gli ammodernamenti sono stati positivi e al Broletto è stata messa un'ottima rampa che ha riguardo anche nei confronti della storicità del palazzo. Noi abbiamo altri numerosi progetti, che presenteremo presto al Comune». (g.cur.)