La Iet non molla: «Faremo l’impianto»

RETORBIDO «Noi passiamo come quelli che vogliono ammazzare i bambini prima che nascano. Non è corretto ma è un'opinione legittima. Il vero dramma è che sono stati gli amministratori ad avere causato un conflitto che poteva essere evitato in un nanosecondo. Bastava dirci subito di presentare il progetto da un'altra parte. Quel che dice ora l'assessore Terzi è un delitto. Noi andiamo avanti». Il giorno dopo la manifestazione a Retorbido che ha radunato 8 mila persone, l'ingegnere Silvio Arrivabene, dirigente della Iet, riconosce la «grande partecipazione» alla protesta contro il progetto dell'azienda per trattare 32 mila tonnellate all'anno di pneumatici usati, nel sito dell'ex fornace Valdata. «È chiaro che la popolazione non accetta la nostra proposta», ammette l'ingegnere, che però d'altra parte sostiene che sia la politica ad essere responsabile della controversia. Innanzitutto la Regione che ieri ha approvato una delibera per escludere dalle vicinanze dello Staffora la possibilità di costruire impianti di trattamento dei rifiuti. E Arrivabene spiega che la Iet andrà avanti: anche ricorrendo alle vie legali nel caso in cui il progetto venisse bocciato dalla Regione. «Nessuno vuole andare a casa di altri a creare scompiglio, è interesse degli stessi imprenditori essere ben accetti. Ma quando nell'estate del 2014 - racconta l'ingegnere - abbiamo presentato in via ufficiosa il nostro piano alla Regione, alla Provincia e al Comune di Retorbido, nel progetto c'era scritto ben chiaro che si trattava di un impianto di pirolisi per il recupero di pneumatici fuori uso. Nessuno ci ha detto di proporlo da un'altra parte. Noi abbiamo presentato il progetto a Retorbido perché in quell'area è permesso. Se poi - prosegue Arrivabene - per ragioni politiche o sociali il progetto non si può più fare, bisogna indirizzare l'imprenditore dove invece è possibile». La Iet quindi avrebbe potuto valutare di presentare il suo piano altrove. Ma è mancato il confronto, dice l'azienda. «A maggio 2015- spiega Arrivabene - volevamo incontrare la popolazione al teatro di Retorbido, ma il sindaco non ci ha concesso il teatro per motivi di ordine pubblico. A febbraio, per parlare delle compensazioni richieste dalla Regione, abbiamo chiesto un incontro a Comune e Provincia: ci è stato negato». L'ingegnere critica in particolare l'assessore regionale all'Ambiente Claudia Terzi. «La Regione - dice Arrivabene - è la più responsabile. È un delitto cambiare le carte in tavola a partita in corso. Ci sono state strumentalizzazioni, ma è l'iter in corso che dovrà valutare il progetto». Daniele Ferro