A lezione di arte tra strade e ponti di Pavia

Cari lettori, chi vi scrive è un gruppo di alunni dell'istituto tecnico commerciale e turistico Bordoni di Pavia, precisamente le classi IVTC e VTB ad indirizzo Turistico. Lo scorso 10 marzo abbiamo partecipato ad un'uscita didattica con i professori, Tiziana Mazzaglia, Maria Luisa Vercesi e Carlo Nola, per visitare la Chiesa di San Michele, con la sua tipica e originale facciata detta "a vento" e il suo ricco apparato iconografico in cui sono illustrate scene di redenzione attinenti all'anno della Misericordia che stiamo vivendo. Il nostro percorso ha previsto anche una sosta al ponte coperto del Ticino, dove vi sono i resti dell'originale ponte, bombardato durante la seconda guerra mondiale e la ricostruzione fedele, ma per ovvi motivi non allineata all'asse di Strada Nuova, perché altrimenti sarebbe stato a ridosso del vecchio e originale ponte. La lezione di storia dell'arte vissuta tra strade e monumenti e sotto i raggi del sempre più raro sole, ci ha avvicinati al significato storico della strada, che calpestiamo ogni giorno e che molti altri hanno calpestato prima di noi. I personaggi della storia non sono solo nomi, ma sono visibili nei monumenti del loro periodo. Abbiamo appreso che la storia dell'arte è indispensabile a trovare risposte alle tre domande esistenziali da sempre studiate in filosofia: chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Quindi: sono un essere umano, giovane e studente, vengo da un passato costruito da milioni di persone che hanno sacrificato la loro vita per scrivere la storia e vado verso un futuro, quello che sarà la strada calpestata dagli studenti di domani. Questo crediamo sia un messaggio importante da comunicare a tutti i nostri coetanei. Poi, lungo il Ticino ci siamo fermati per visitare una mostra dedicata a Picasso, nelle sale del Palazzo Vistarino: dove non si sa se lasciarsi affascinare dall'edificio o dalle opere in mostra. Siamo rimasti colpiti dall'autoritratto di Picasso, perché in quel volto delineato tra bianco e nero si esprime tutta la dualità di un'anima che combatte tra bene e male. Le poche sfumature di celeste sul volto sembrano indicare una ricerca del mondo celeste ultraterreno e le orecchie sembrano una aperta ad assimilare il mondo e una tappata per la ricerca di silenzio, solitudine e contatto con l'interiorità. Come giustamente sosteneva Kandinskij "la bellezza di un'opera d'arte consiste nel suo profetizzare un mondo" e visitare una mostra significa guardare e ascoltare i messaggi che l'autore ha affidato alle sue opere. Proseguendo verso il Castello dei Visconti, tra gli alberi in fiore, ci siamo immersi in un'altra mostra, dedicata agli Scapigliati, nelle scuderie del Castello. Essendo a Pavia, il protagonista non poteva che essere Tranquillo Cremona, infatti, l'audioguida parlava in prima persona «Salve sono Tranquillo Cremona, artista pavese», colui che frequentando gli ambienti milanesi dell'Accademia di Brera ha incontrato Ranzoni, Grandi, Dossi con cui ha dato vita alla Scapigliatura, uno dei movimenti tra i più moderni e vivaci del XIX secolo. Durante questo percorso didattico siamo stati immersi tra volti del passato e in particolare siamo stati attratti dai volti delle donne. Le donne sempre più spesso sono citate perché vittime di violenza, ma in queste opere d'arte erano avvolte in un alone di protezione, di benessere e serenità: le tre donne che chiacchierano tra loro, altre riprese in momenti di riflessione, tra colori tenui e elementi floreali, a richiamare purezza e fragilità. Anche la musica ha avuto un ruolo importante e non solo attraverso la presenza di un pianoforte a gran coda del 1850 circa e di spartiti antichi, ma soprattutto attraverso una didascalia: «Negli ultimi decenni dell'Ottocento, con lo sviluppo della borghesia, si assiste in Italia a un notevole incremento della musica all'interno delle mura domestiche, dove le romanze per canto e pianoforte si affiancano alle trascrizioni operistiche. La romanza da salotto era particolarmente rivolta al pubblico femminile; nell'Italia postunitaria si diffuse la partecipazione delle donne alle attività musicali, anche se ancora prevalentemente in spazi privati e crebbe parallelamente il numero delle stampe musicali espressamente concepite per un uso domestico e amatoriale». Dalla nostra esperienza non possiamo che consigliare uscite didattiche orientate a conoscere il proprio territorio, perché è importate far apprezzare il valore della cultura in concreto e non solo quello astratto sui libri scolastici. Classi IVTC e VTB Istituto Bordoni, Pavia