“Amore di classe” Il disco degli Statuto all’Arci di Lungavilla

LUNGAVILLA Saranno anche passati più di trent'anni ma l'impegno sociale e lo spirito combattivo sono gli stessi del 1983, quando gli "Statuto" presero il nome da quella piazza torinese che era punto di ritrovo per i Mods (i giovani seguaci del Modernism, subcultura giovanile nata a Londra negli anni 60) di tutta la città. Domani sera alle 21 due membri della band, il cantante Oskar e il batterista Naska, saranno al circolo Alcooligans di Lungavilla (via Roma 65) per presentare l'ultimo lavoro discografico del gruppo, intitolato "Amore di classe": «Questo – ha spiegato Oskar – è un disco che a noi sembra particolarmente riuscito, seguito molto attentamente già nella composizione e nelle preproduzione. Rispetto a tutti gli altri album che abbiamo inciso (ben diciotto, ndr) è anche molto particolare nella struttura, perché l'abbiamo concepito e scritto come fosse una fiction in dodici episodi che racconta una tormentata storia d'amore ambientata nella Torino di oggi. Lui è un adolescente Mod di estrazione sociale bassa, nato in un quartiere operaio della città, mentre lei è figlia di un attore e di una conduttrice, pertanto di famiglia molto ricca. I due si innamorano ma la loro storia verrà osteggiata proprio a causa di questa differenza sociale. Attorno a questa storia che è la spina dorsale di tutto il disco ci sono poi altri aspetti che noi viviamo tutti i giorni: l'importanza della scuola pubblica (Oskar è insegnante, ndr), la lotta alla discriminazione, la disoccupazione, fattori molto sentiti». Icona dello ska italiano, il gruppo si è però allontanato in quest'ultimo album dalle sonorità classiche di questo genere: «Lo ska – ha detto Oskar – è solo uno dei generi che noi suoniamo. In quanto Mod amiamo anche il soul, il primo rhythm and blues nero, il rocksteady, il beat: la letteratura musicale dei Mods è molto vasta e per "Amore di classe" abbiamo attinto un po' da tutti questi generi, ottenendo un risultato molto particolare che si allontana un po' dall'immagine ska che ci portiamo dietro dagli esordi». Una scelta, questa, al passo con i tempi, in un periodo in cui lo ska non è molto seguito in Italia: «Per la verità – ha concluso Oskar – lo ska non ha mai avuto un grande seguito, se non alla fine degli anni '70. A noi, però, le mode interessano poco, quello che ci preme è portare avanti il nostro progetto, facendo conoscere attraverso la musica lo stile, le idee, le caratteristiche estetiche della cultura modernista alle nuove generazioni. Una cultura che ci ha consentito di non cambiare troppo nel tempo e di rimanere fedeli a noi stessi e ai nostri fan. Una cultura che, ormai, è anche la nostra vita». L'incontro con Oskar e Naska è alle 21, ingresso libero. (s. sim.)