Dalla radio all’auto la Fivre racconta l’elettronica pavese

PAVIA La storia della maggiore industria elettronica pavese é il tema della mostra allestita al Museo della Tecnica Elettrica di Pavia. Protagonista è la Società Magneti Marelli che, con i marchi Fivre (Fabbrica italiana valvole radio elettriche), Marelli Autronica e Magneti Marelli, nel corso di 70 anni dapprima ha dominato il mercato nazionale delle valvole per radio e quindi nei mercati globali ha concorso allo sviluppo dell'elettronica per l'auto fino ai primi anni del Duemila. La storia ha inizio nel 1932 con la decisione di Magneti Marelli, associata a Fiat, di lanciarsi nel mercato crescente delle radio, producendo attraverso Fivre di Pavia (poi Magneti Marelli, che si affacciava sull'attuale piazza Dante) valvole italiane, anzi "italianissime". Il regime fascista puntava molto sulla propaganda radiofonica. Il dopoguerra ha registrato straordinarie novità nel campo dell'elettronica. «La mostra è divisa in due parti: la prima fino alla guerra con le valvole per le radio; la seconda è dedicata ai cinescopi per le prime televisioni in bianco e nero e all'elettronica per le automobili», racconta l'ingegnere Antonio Savini, direttore del museo, docente di elettrotecnica e curatore della mostra insieme all'ingegnere Rino Rocchelli. La Fivre poi non ha seguito l'evoluzione delle televisione a colori ma si è concentrata sull'auto: accensione, alternatori, transistor, circuiti elettronici, fino alle centraline che oggi produce a Corbetta e delle quali e tra i leader mondiali. Tutto questo materiale, dalle radio, alcune molto rare, degli anni Trenta fino alla microelettronica, passando per valvole, trasistor, schede, è il "fil rouge" della mostra che vuole proprio raccontare come l'elettronica in 70 anni è diventata sempre più potente e nello stesso tempo più microscopica. Non solo. «Ci sono poi una quarantina di pannelli ricchi di fotografie provenienti dall'Archivio Chiolini dei Musei Civici – aggiunge Savini – che raccontano la storia della Fivre: Chiolini aveva infatti il compito di seguire tutte le attività, dalla produzione al dopolavoro, che era molto curato». La mostra allestita da Enrico Valeriani, ha il patrocinio del Comune di Pavia e il sostegno di Magneti Marelli Spa. Verrà inaugurata domani alle 16 con l'intervento del professor Giorgio Bigatti, direttore dell'Istituto per la storia dell'età contemporanea di Sesto San Giovanni. La mostra rimarrà aperta al Museo della Tecnica Elettrica dell'Università, Via Ferrata 6, fino al 30 luglio e sarà visitabile, con ingresso libero, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Per informazioni info@museotecnica.it; telefono 0382.984104.