Berlusconi: «Renzi non rispetta i patti»

di Gabriele Rizzardi wROMA «Avevamo creduto di poter fare insieme le riforme istituzionali e la legge elettorale e di avere un presidente della Repubblica condiviso. Ma il Partito democratico non ha rispettato i patti per puri interessi di parte». Ha aspettato qualche giorno in silenzio, Silvio Berlusconi, ha detto che il patto del Nazareno era per il momento "congelato" e aveva fatto capire che al momento del voto avrebbe valutato il da farsi. Ma ieri, dopo la "chiamata" che Renzi ha fatto a tutti i partiti per chiedere di non abbandonare il percorso riformatore, il Cavaliere si è fatto intervistare dal Tg5 ed ha dissotterrato l'ascia di guerra: ha recitato il de profundis del patto del Nazareno ed ha seppellito l'Italicum . «Non era questo il patto del Nazareno che volevamo, non era questo l'obiettivo che volevamo raggiungere insieme per il bene del Paese» lamenta Berlusconi, che risponde all'«andiamo avanti anche senza di voi» esibito in questi giorni dal premier con un allarme sulla tenuta della democrazia legato al contenuto delle riforme. «Per come si sta delineando la nuova legge elettorale, con una sola Camera eletta dal popolo, con il terzo presidente del Consiglio non eletto dagli italiani, avvertiamo il rischio che vengano meno le condizioni indispensabili per una vera democrazia, che ci si possa avviare verso una deriva autoritaria». Un "uno due" che è accompagnato da una secca bocciatura dell'urgenza impressa da Renzi al percorso legislativo: «È inaccettabile che il presidente del Consiglio impegni tutti gli sforzi del governo e del Parlamento per affrontare leggi certamente di rilievo ma che non hanno urgenza alcuna (come il provvedimento sule frequenze Tv? ndr)». Ce n'è quanto basta per rendere ormai incolmabile il solco che separa Berlusconi da Renzi. La levata di scudi del Cavaliere viene commentata con un po' di ironia dai maggiorenti del Pd. «Berlusconi che parla di deriva autoritaria è quasi commovente» dice Debora Serracchiani. «Deriva autoritaria? Deve essere una delle sue famose barzellette» aggiunge Andrea Marcucci. Di dichiarazioni fuori controllo per tenere insieme i dissidenti di Fi parla invece il vicesegratraio del Pd, Lorenzo Guerini: «Berlusconi è incoerente tra ciò che dice e ciò che ha votato. Mi sembrano dichiarazioni un po' fuori controllo e, registro, fatte per tenere insieme il proprio partito piuttosto che espressione di valutazioni di merito». Ad assicurare che il governo andrà avanti sulle riforme «anche senza Forza Italia» è Maria Elena Boschi che, in mattinata, prova a mettere la sordina alle polemiche che hanno accompagnato la decisione di 8 parlamentari ex montiani di approdare nel Pd. «Non c'è una campagna acquisti. I componenti di Scelta civica già sostenevano il governo e molti di loro sono membri importanti del governo» spiega il ministro delle Riforme, che non risponde alle accuse che piovono sulla testa dei transfughi: "voltagabbana", "venduti", "poltronisti". Ma ce n'è anche per Renzi, che diventa un "riciclatore". Accuse che il ministro delle Riforme rispedisce al mittente. «Sicuramente non c'è una scelta di opportunità da parte loro ma una scelta politica forte, quella di partecipare in modo ancora più importante al percorso di riforme che il Pd sta guidando in questo Paese» precisa la Boschi, per la quale l'assetto del governo «non cambia» e l'ingresso degli ex montiani rappresenta un dato positivo: «Io credo che sia un valore aggiunto avere un partito aperto che accoglie nuovi contenuti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA