L'Italia delude anche in discesa

VAIL/BEAVER CREEK (Usa) «Ho sciato male dall'inizio alla fine» ha ammesso amaro e sincero Christof Innerhofer. E Dominik Paris conferma con non minore chiarezza: «se non scii bene, non sei davanti». La libera mondiale di Vail/Beaver Creek è stata davvero una discesa agli inferi per l'Italia, al di là di ogni più pessimistica previsione. Una piccola consolazione arriva dal mal comune che non fa però mezzo gaudio: tutti i favoriti della vigilia sono usciti sconfitti: il norvegese Kjetil Jansrud, dominatore della stagione, ha chiuso 15º. Poco meglio di lui i superassi austriaci Matthias Mayer (12º) ed Hannes Reichelt (13º). Per l'Austria è stata la peggior discesa della storia su 43 Mondiali, per di più con il trionfo degli eterni rivali svizzeri. Lo svizzero Patrick Kueng in 1'43"18 ha vinto l'oro sui 2.740 metri della difficilissima e spettacolare pista Birds of Prey. L'argento è andato allo statunitense Travis Ganong (1'43"42) e il bronzo all'altro elvetico Beate Feuz (1'43"49). Spiegazioni chiare e precise in realtà per la batosta italiana non ce ne sono se non che - come è stato chiaro sin dal primo giorno dei Mondiali - gli azzurri non hanno mai trovato un feeling con questa neve secca di Beaver Creek. La classifica finale è un bollettino di guerra persa per l'Italia: Paris 23º in 1'45"12, Innerhofer 24º in 1'45"30, Marsaglia 28º in 1'45"66 e Heel a chiudere 32º in 1'45"88. Oggi va in scena la combinata uomini: alle 18 la discesa e alle 22,15 una manche di slalom speciale. L'Italia manderà in pista tre soli atleti: Christof Innerhofer, Matteo Marsaglia e Dominik Paris.