Maze, libera d'oro. Oggi tocca a Paris

VAIL/BEAVER CREEK (USA) La slovena Tina Maze (foto) è la nuova campionessa del mondo di discesa libera. Dopo l'oro olimpico di Sochi, ha conquistato il titolo iridato vincendo in 1'45''89 la discesa sui 2.530 metri della pista Raptor. Argento a 2 centesimi all'austriaca Anna Fenninger (nella foto) che aveva vinto il titolo di superG ed ha chiuso in 1'45''91. Bronzo all'elvetica Lara Gut in 1'46''23. La grande sconfitta è la campionessa locale Lindsey Vonn, quinta in 1'46''94. Daniela Merighetti è finita ottava in 1'47''14. Nadia Fanchini ha invece chiuso 12a in 1'47''34. Molto più indietro in 1'48''72 Elena Fanchini e Johanna Schnarf in 1'48''80. Oggi è il giorno della discesa uomini e per gli uomini jet azzurri è l'ora della grande paura. Il flop nel supergigante ha lasciato il segno, con Dominik Paris 14°. Oltre a lui ed Innerhofer ci saranno ancora Matteo Marsaglia e Werner Heel. Tutti dovranno vedersela con i rivali di sempre ma anche con tutte le possibili sorprese, come si è visto con l'argento in SuperG conquistato dal semisconosciuto Dustin Cook: non a caso un canadese che conosce bene le nevi del grande nord che ci sono quando non c'è il super freddo che ti aspetteresti da queste parti e la neve diventa secca, quasi inerte. Tra i rivali non ci sarà Bode Miller. Lo statunitense - che aveva impressionato in superG e che poi era rovinosamente caduto tagliandosi un polpaccio - è stato operato: mondiale appena iniziato e subito finito. Anzi, coi suoi 37 anni, forse è finita pure la sua strepitosa carriera. Incerta, infine, è pure la presenza del norvegese Kjetil Jansrud: nel superG aveva preso una gran botta alla spalla sinistra sbattendo male contro una porta. Niente di rotto ma grande ematoma e soprattutto forte dolore. La Norvegia, comunque sia, schiera il suo storico campione Aksel Svindal. Anche lui, dopo la rottura di un tendine d'Achille quattro mesi fa, è tornato alle competizioni per questo Mondiale ed in superG ha sfiorato il podio per una inezia, buttato giù dall'arrivo di Cook. Aksel - campione in carica - è una macchina da guerra: guai sottovalutarlo.