Colle e sconto di pena: ritorna Berlusconi

di Maria Rosa Tomasello wROMA Con la fine anticipata dell'affidamento in prova e l'invito alla cerimonia d'insediamento del neo presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, Silvio Berlusconi assapora, dopo la rabbia per il «tradimento» del patto del Nazareno, il ritorno alla libertà e alla ribalta della scena politica da cui era stato costretto per ragioni giudiziarie a rimanere defilato. Il centrodestra esulta: comincia alla vigilia dell'era Mattarella il processo di riabilitazione del leader finora azzoppato. Commenta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio: «L'invito a Berlusconi è segno di apertura, di una riconciliazione che fa sentire la Presidenza della Repubblica la casa di tutti». La decisione del giudice di Sorveglianza del tribunale di Milano arriva poco dopo mezzogiorno, quando è ormai ufficiale la presenza di Berlusconi oggi sul Colle, su invito del cerimoniale della Presidenza, mossa annunciata da alcuni quotidiani e confermata da fedelissimi come Maurizio Gasparri: liberazione anticipata di 45 giorni dai servizi sociali a cui il leader di Forza Italia è obbligato dal 9 maggio 2014 dopo il processo Mediaset, concluso con una condanna a quattro anni di carcere per frode fiscale, tre dei quali cancellati dall'indulto. A partire dall'8 marzo, Festa della donna, Berlusconi sarà dispensato dall'attività di volontariato che era stato chiamato a svolgere una volta a settimana con i malati di Alzheimer nella struttura "Sacra famiglia" di Cesano Boscone. Il suo impegno avrebbe dovuto concludersi il 23 aprile. Il giudice Beatrice Crosti concede al Cavaliere la conclusione anticipata, come Berlusconi aveva chiesto il 7 gennaio, e lo fa nonostante il parere contrario espresso dalla procura, secondo il quale il condannato non ha rispettato la prescrizione di evitare gli attacchi alla magistratura. Il 19 giugno scorso, in particolare, durante la sua testimonianza a Napoli nel processo a carico di Valter Lavitola, Berlusconi era esploso: «La magistratura è incontrollata, incontrollabile, irresponsabile». Per il giudice Crosti, però, dopo quell'episodio Berlusconi si è comportanto correttamente, ha porto le sue scuse formali e «non scontate», con «una rivistazione critica della sua condotta» e una attività di volontariato «svolta in modo serio e apprezzato». Ieri l'ufficio esecuzione della procura di Milano ha trasmesso all'Ufficio esecuzione penale esterna l'ordine di scarcerazione. Il prossimo passo spetta al tribunale di Sorveglianza, che fisserà l'udienza per dichiarare l'estinzione della pena principale e di quelle accessorie, tra cui l'interdizione per due anni dai pubblici uffici. Il leader azzurro, tuttavia, resterà incandidabile per effetto della legge Severino, in base alla quale il 78enne Berlusconi non potrà essere candidato per sei anni, cioé fino al novembre 2019, quando avrà 83 anni. Berlusconi potrebbe però giocare la carta della "riabilitazione" prevista dalla stessa legge: se fosse concessa (ma nel frattempo non dovranno esserci altre condanne), potrebbe anticipare di un anno il suo pieno rientro in politica. Ma la strada verso la piena agibilità politica è lastricata di ostacoli a causa dei procedimenti ancora aperti, come il Ruby ter o una tranche della vicenda escort. Dell'ex premier si è tornato a parlare ieri a Bari nel processo a carico di Gianpaolo Tarantini, Sabina Beganovic e altre cinque persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione di 26 ragazze portate nelle residenze di Berlusconi. Una delle testimoni, Roberta Nigro, ha raccontato che il 5 settembre 2008, durante una cena a Palazzo Grazioli a cui era presente George Clooney, l'"ape regina" Sabina Began «fece una scenata di gelosia e mi aggredì mentre stavo parlando con il presidente». Clarissa Campironi, presente a una festa il 16 ottobre 2008, ha parlato di «troppe ragazze che ammiccavano elegantemente al presidente e indossavano abiti sexy». ©RIPRODUZIONE RISERVATA