Pavia come Harvard Midollo 3D in seta per studiare le cure

di Marco Quaglini wPAVIA Un baco da seta che diventa un tubicino, due aghi (che fungono da bioreattore) e così viene riprodotto il microambiente del midollo osseo. La spiegazione è semplice per capire di cosa si sono occupati lo studio coordinato dalla ricercatrice Alessandra Balduini del dipartimento di medicina molecolare dell'Università di Pavia in collaborazione con la Tufts University di Boston. Da una parte la pavese Balduini e dall'altra David Kaplan, capo del dipartimento di bioingegneria americano. La pubblicazione riguarda un nuovo modello 3D di midollo osseo elaborato dalla ricercatrice e dal suo team per la produzione di piastrine con lo scopo di studiare le malattie e la possibilità di trasfondere le cellule prodotte ex-vivo. Perchè usare la seta? «Perchè preserva l'attività delle piastrine anche a temperatura ambiente - spiega Balduini - l'idea della seta è venuta nel 2005 a Boston con il guru della seta David Kaplan. Questo modello permette di studiare le malattie e avere una medicina più personalizzata: è il primo passo in futuro perchè vengano replicate le caratteristiche in vitro del midollo». Questo modello potrà essere usato per studiare i meccanismi coinvolti nella produzione delle piastrine sia fisiologica sia patologica, in modo da individuare i meccanismi patogenetici delle malattie e nuovi target terapeutici. Il modello è interamente costruito con la seta che è un materiale naturale, biodegradabile e processato in acqua. L'argomento della produzione di piastrine ex vivo è attualmente considerato una delle maggiori sfide nell'ambito di ricerca dell'ematologia con importanti ripercussioni cliniche e industriali. Il modello è depositato come brevetto negli Stati Uniti, ma gli esperimenti sono stati condotti sia a Boston sia a Pavia grazie ai seguenti finanziamenti Cariplo, Firb giovani e NIH R01. Si parla di fuga di cervelli italiani, ma sono stati diversi gli studenti americani che sono stati a Pavia per lavorare a questi studi. «Due ragazze sono state da noi per un anno - spiega Balduini -e il progetto è stato portato avanti da diversi studenti che si sono spostati da Boston a Pavia e viceversa». Attualmente gli unici laboratori al mondo che hanno disegnato questo tipo di modello sono due quello dell'Università di Harvard e quello congiunto Università di Pavia-Tufts University. Nel 2015, diversi congressi internazionali hanno organizzato delle specifiche sessioni sull'argomento per un confronto tra il coordinatore del progetto di Harvard (Joe Italiano) e la professoressa Alessandra Balduini.