Borgarello senza la banca da gennaio

BORGARELLO Chiude l'unica banca del paese. A metà gennaio il gruppo Ubi lascerà questo centro di circa 3mila abitanti che non potrà più contare neppure su uno sportello bancomat. E' infatti andata deserta, la scorsa primavera, la gara indetta dal Comune per appaltare il servizio di tesoreria che finora era stato affidato proprio dall'istituto di credito che si trova davanti a Villa Mezzabarba. Per l'amministrazione comunale il bando di gara è andato deserto perché «in questo periodo difficile sono molti gli istituti di credito che stanno riorganizzando la rete, chiudendo le filiali che non raggiungono risultati minimi di budget». Ma se la chiusura, secondo Fabrizio Carena di Progetto civico, delega alla comunicazione, sarebbe «frutto di strategie aziendali», per l'opposizione le cose stanno diversamente: la maggioranza avrebbe pubblicato un bando con condizioni capestro, inaccettabili per gli istituti di credito. «Il primo bando era andato deserto – spiega il capogruppo Simone Montana – l'amministrazione avrebbe dovuto pubblicarne un altro più allettante, visto che si tratta di un servizio indispensabile per i cittadini, soprattutto per le persone anziane. Borgarello sta diventando un paese dormitorio, alcune attività commerciali si sono trasferite o hanno chiuso, abbiamo solo un dispensario farmaceutico, aperto poche ore. E' evidente che non si stanno più garantendo servizi fondamentali e mancano strategie politiche in grado di trattenere le imprese e di dare fiato all'economia del territorio». Per la minoranza «l'approccio dell'amministrazione è sbagliato». «Si sarebbe dovuta tentare la strada di una mediazione con il privato». Ma l'amministrazione Lamberti non ci sta a essere tacciata di scarsa lungimiranza e rimanda al mittente le accuse di non mettere in atto politiche di potenziamento dei servizi. «Non si può imputare all'amministrazione la responsabilità della chiusura dello sportello bancario – spiega Carena –. La banca è una società privata a fini di lucro e se non guadagna, finisce per chiudere, esattamente com'è già accaduto per la panetteria e per la trattoria. Se poi la chiusura è stata decisa all'interno di un piano generale di riordino, è impossibile che l'eventuale rinnovo del servizio di tesoreria possa cambiare il destino dello sportello locale, anche proponendo una convenzione più allettante per l'istituto di credito, comportamento peraltro che non sarebbe stato serio, visto che si tratta di soldi pubblici. Lo sportello probabilmente non era più redditizio a causa dell'impoverimento del tessuto economico locale e dello spettro del mega insediamento che ormai da anni incombe sul paese, minacciando di spazzare via ogni piccolo negozio». Ma è proprio la presenza del centro commerciale che invece, secondo i consiglieri Montana e Cosimo Rochira, avrebbe ridato linfa vitale a Borgarello: «I vantaggi per l'economia locale sarebbero innegabili, alcuni esercizi avrebbero ripreso fiato spostandosi nel megamarket, altri avrebbero comunque beneficiato del maggior afflusso di persone sul nostro territorio. Senza dimenticare una diminuzione delle tasse comunale». Stefania Prato