Pazienza, parola d'ordine di Mazzarri

TORRAZZA COSTE L'Inter che riparte da zero dopo una sorta di rifondazione, i giovani che non devono essere bruciati e buttati allo sbaraglio troppo presto nel "big game", il peso della comunicazione nel calcio. E' un Walter Mazzarri, a tutto campo quello che parla a Riccagioia a «Goal a grappoli», appuntamento organizzato dal Consorzio tutela per unire i valori dello sport e quelli dell'enogastronomia made in Oltrepo. L'allenatore dell'Inter arriva direttamente dal secondo allenamento di Appiano Gentitle mentre in sala si affronta il tema della comunicazione dello sport. A dibattere Sabrina Gandolfi e Marco Civoli, coppia tv della Domenica sportiva; Paolo Casarin, ex arbitro internazionale; i giornalisti Carlo Pellegatti, Carlo Genta e Roberto Torti; il docente universitario Stefano Tirelli. Mazzarri, che comunicatore confessa di non essere,rivela di aver pagato questa sua scarsa dimestichezza: «Quando ero alla Reggina, dopo un campionato favoloso seppi dell'interessamento di una grande squadra che mi voleva per meriti tecnici ma che mi scartò perché non mi presentavo bene davanti ai microfoni». Ovvio un passaggio sul libro firmato da Mazzarri: «Il meglio deve ancora venire». In qualche modo l'augurio di tutti gli interisti, fanno sapere a Mazzarri. «Stiamo affrontando un percorso di completo rinnovamento per il quale chiediamo pazienza ai tifosi – risponde – E vorrei che i media facessero passare questo messaggio: siamo all'anno zero e serve che tutto il popolo interista sappia aspettare». Aspettare è la parola d'ordine che Mazzarri indica anche per i giovani: «Per le promesse del calcio vale la regola dei risultato: bisogna saper aspettare. Bisogna dare tempo ai giovani di crescere, non devono giocare in prima squadra a prescindere: devono arrivarci quando è il momento». Oggi, sempre alle 18.30, «Goal a grappoli» si trasferisce sul palco di Vinuva a Stradella: grandi nomi dello sport e del giornalismo in due incontri con Bruno Pizzul, il direttore generale del Torino Antonio Comi e la docente universitaria Marisa Arpesella per un dibattito su giovani e sport.