«Nuova società comunale per la cura del verde»

di Linda Lucini wPAVIA Costituire una nuova società del Comune che si occupi della pulizia del verde cittadino ora gestito da Asm: l'idea viene dal capogruppo Pd Davide Ottini, ma divide la maggioranza. «E' una delle proposte sul tavolo, l'altra è quella di affidare il servizio con una gara pubblica», dice salomonicamente il vicesindaco Angela Gregorini. «E' un'idea che prenderemo sicuramente in considerazione», aggiunge l'assessore ai rapporti con Asm Giuliano Ruffinazzi. Sta di fatto che il 30 settembre scade il contratto per la cura del verde con Asm ed bisogna prendere una decisione. E, visto che la Corte dei Conti ha detto che non si può più affidare servizi pubblici strumentali ad una società che si occupa di servizi a rilevanza economica come accade ora con Asm, Davide Ottini fa un balzo in avanti presentando un emendamento al bilancio per «costituire una società che gestisca tutti i servizi». La sua proposta viene firmata da 12 consiglieri. «Quelli che non si trovavano in ferie», precisa Ottini preoccupato di dare una segnale di maggioranza coesa. A muovere i consiglieri verso la creazione di un'altra società comunale è la sorte dei lavoratori impiegati nel servizio di Asm: 13 assunti a tempo indeterminato che la partecipata pare non sia in grado di riassorbire in altri settori se il servizio verrà affidato altrove con una gara. «Vogliamo che la gestione resti in mano pubblica – dice il capogruppo Pd – e poi potrebbe raccogliere tutti i servizi come ad esempio la gestione di soste e parcheggi, le opere affidate ad Asm lavori e magari anche la riscossione dei crediti». Dubbioso il sindaco Massimo Depaoli: «L'idea della società è una proposta da approfondire, ne discuteremo perchè va valutata l'efficacia del servizio per la città in rapporto ai costi». La decisione però andrà presa lunedì prossimo perchè Ottini intende presentare in quel Consiglio un ordine del giorno sulla creazione della società: «Non faccio il filo nè per la gara nè per la società – dice Depaoli – Dall'analisi comparativa con altre città Pavia spende di più e poi dipende anche dalla spending review che per la costituzione di società metteva un tetto sotto i 50mila abitanti ora pare che il tetto si alzi a 100mila». Riguardo ai costi non ci sarà comunque un cda: «In ogni caso si parla di un amministratore unico», sentenza Depaoli. Riguardo alla riduzione della spesa voluta dal governo, Ottini replica: «E' una raccomandazione, non un divieto. E poi, se si ipotizza una chiusura di Asm lavori, non ci sarebbe una società in più». Altri consiglieri però pensano ai risparmi avuti grazie al la gara per il servizio calore e vorrebbero un bis, La discussione resterà aperta fino a venerdì quando nella riunione della maggioranza si deciderà sul futura gestione del verde.