Vendemmia, c'è l'incubo pioggia

Saltata la prima convocazione dell'assemblea ordinaria dei soci della cantina "La Versa". Come era prevedibile, ieri mattina, alle 10, è mancato il numero legale e così i 700 soci sono stati riconvocati per questa mattina, alla stessa ora, per una delle riunioni più "calde" degli ultimi anni di storia della cantina. All'ordine del giorno, infatti, c'è la discussione sul piano di salvataggio della società, avanzato dalla cantina sociale "Terre d'Oltrepo" di Broni-Casteggio . La maggioranza più uno dei soci presenti dovrà dire se il progetto potrà essere quello su cui puntare per il rilancio de "La Versa" oppure se il consiglio di amministrazione dovrà scegliere altre strade. Come ad esempio quella che si sta concretizzando, ora dopo ora, di una cordata esterna, con a capo l'azienda Tommasi Viticoltori della Valpolicella e una cantina americana, che ha intenzione di investire in Italia e, in particolare, in Oltrepo. (o. m.) BRONI Un mese di agosto senza precipitazioni, soleggiato, non afoso. In questo sperano i viticoltori oltrepadani, preoccupati per il clima incerto delle ultime settimane, che rischia di compromettere la vendemmia che inizierà tardi . L'umidità, generata dalle precipitazioni di luglio, non ha fatto bene alle , in particolare la Croatina, ma anche le uve bianche stanno facendo i conti con malattie come la botrytis, la muffa grigia che aggredisce i grappoli, soprattutto quelli più stretti come Pinot Nero e Riesling, proprio in condizioni di elevata umidità. E c'è incertezza anche sulle rese, con la necessità di sfoltire qualche grappolo. Ultimo aspetto, non meno importante, riguarda i costi di produzione: tra i trattamenti pre raccolta e quelli in cantina dopo la vendemmia, il lavoro sarà più oneroso. «Sarà un'annata particolare, che ha smentito le previsioni iniziali, che annunciavano una vendemmia precoce dopo una primavera molto calda – afferma Ottavia Vistarino, dell'omonima tenuta di Rocca De' Giorgi -. Si prospetta una vendemmia come quella del 2002, arrivata dopo un luglio molto piovoso. Abbiamo dovuto trattare molto per contrastare la peronospera e la botrytis e tutto questo di certo non fa bene all'uva». «Per ora non va benissimo, speriamo in un agosto che possa riequiluibrare la situazione – afferma il presidente del Distretto Fabiano Giorgi e titolare di una importante azienda di Canneto – Si partirà tardi per il Pinot, noi forse dopo il 20 agosto»Il timore maggiore è che altre precipitazioni possano far marcire l'uva sui filari, come già sta accadendo in alcune zone: «Per adesso in zona l'uva è ancora sana, anche se in giro si vedono già casi di marcitura – commenta Alessio Brandolini, giovane viticoltore di San Damiano al Colle -. Probabilmente questo tempo farà ritardare la raccolta almeno di una settimana rispetto alla previsioni. Però deve smettere di piovere ed uscire il sole, altrimenti siamo davvero messi male». A parte le malattie, ad essere più colpite da questo clima sono le uve a bacca rossa, che soffrono sia l'umidità eccessiva che il caldo troppo afoso. «Non è facile dire ora come sarà questa vendemmia, ma speriamo che esca finalmente il sole perché c'è già in giro uva marcia – afferma Stefano Milanesi, titolare di un'azienda agricola biologica nella frazione Castello di Santa Giuletta -. Se, invece, fa bello e l'uva non marcisce dovrebbero uscire delle buonissime basi spumante, grazie soprattutto agli sbalzi termici tra il mattino e il pomeriggio». Sperano in un deciso cambiamento climatico, infine, i produttori del Buttafuoco storico visto che, quest'anno, non sarà effettuata la raccolta nel 10% dei vitigni, quelli maggiormente colpiti dalle malattie: «Purtroppo c'è molta peronospera, stanno facendo molti trattamenti e nei prossimi giorni la commissione di campagna uscirà per decidere in quali viti si potrà cogliere – spiega il direttore del Consorzio Club del Buttafuoco storico, Armando Colombi -. Ad essere colpiti dall'umidità sono soprattutto i terreni in basso, al contrario di quelli più esposti al vento e più asciutti. La situazione non è tragica però deve smettere di piovere». Per il Buttafuoco si deciderà dopo Ferragosto, ma, tendenzialmente, la raccolta avverrà ai primi di ottobre. Tortonese. Quest'anno, oltre al rischio perdita delle colture stagionali, c'è anche quello della possibile riduzione della quantità di vite raccolta nel territorio tortonese. A dirlo, Marco Visca di Confagricoltura Alessandria, che in merito afferma: «Nel tortonese, come in altre zone, si è sempre assistito ad a un anticipo del ciclo produttivo: l'andamento climatico di luglio ha ritardato lo sviluppo. Le piogge stanno determinando una possibile recrudescenza della peronospora. Saranno possibili marciumi da botrite. Sembrerebbe che i recenti temporali, in tutto il territorio, ridurranno notevolmente la quantità di vite raccolta; per alcune aziende si parla anche di perdita del 50% del prodotto, rispetto agli scorsi anni. (o. m. - p.d.)