Indagati per omicidio 4 ultrà

ROMA Tutto il commando che il pomeriggio del 3 maggio scorso era al fianco di Daniele De Santis pochi istanti prima che facesse fuoco in direzione di alcuni tifosi del Napoli, tra cui Ciro Esposito, è finito nel registro degli indagati della procura di Roma. Il pm Eugenio Albamonte gli contesta il reato di concorso in omicidio. Si tratta dei quattro ultrà giallorossi perquisiti due settimane fa dalla digos nell'ambito degli accertamenti disposti dopo la morte di Esposito. Gli inquirenti ritengono che i quattro ultrà giallorossi fossero gli stessi che il 3 maggio scorso, con il casco in testa, si trovavano con "Gastone" durante l'assalto ad un pullman di tifosi azzurri diretto all'Olimpico per la finale di Coppa Italia. Al primo accenno di reazione dei tifosi napoletani che, a distanza, avevano notato l'assalto al bus, gli assalitori fuggirono. De Santis fu raggiunto in un vialetto adiacente viale Tor di Quinto, e qui avvenne la sparatoria culminata nel ferimento di Ciro Esposito, deceduto dopo 52 giorni di agonia, e di altri due napoletani. I complici di "Gastone" fecero invece perdere le loro tracce. I nuovi indagati saranno interrogati nelle prossime settimane. A parlare di presunti complici di De Santis, ancora detenuto nel carcere di Viterbo, sono stati diversi testimoni. Lo stesso Esposito, in un momento di lucidità sul letto del Policlinico Gemelli, aveva confidato a parenti ed amici non solo di riconoscere in De Santis "o' chiattone" che gli aveva sparato, ma anche che questi, quando lanciò oggetti contro il bus, era in compagnia di altre persone con il casco. Agli atti dell'inchiesta c'è anche, acquisita in sede di incidente probatorio, la versione di un tifoso azzurro, Raffaele Puzone, che parla della presenza di altre persone con De Santis. Quest'ultimo, tuttora detenuto, per motivi di sicurezza, nell'ospedale di Viterbo, continua ad avvalersi della facoltà di non rispondere.