Pensionato scomparso, resta il mistero

di Denis Artioli wVIGEVANO Kira è un bellissimo Border Collie di 7 anni, ed è il cane di Luigi Mancin, l'ex-guardiaparco vigevanese di 76 anni scomparso da mercoledì, dopo un giro con la sua barca, proprio assieme a Kira, nella zona del Ticino conosciuta come Ramo delle Streghe. Il cane è stato ritrovato nel parcheggio del locale Sayonara, a valle del ponte sul Ticino, mentre il punto in cui è si sono perse le tracce di Mancin è più a monte. Un frequentatore del fiume ha notato Kira che si aggirava tra le auto e ha chiamato l'accalappiacani: Kira è stata portata al canile municipale dove, dal microchip, è stato possibile risalire al nome del proprietario. «Il cane era completamente bagnato, era da poco emerso dall'acqua – spiega Bruno Cerilli, caporeparto dei vigili del fuoco di Pavia che da due giorni sta coordinando le ricerche di Mancin lungo il fiume – ma era in un punto distante dal Ramo delle Streghe, dove Luigi Mancin è uscito con la barca. Kira potrebbe essersi fatta trascinare dalla corrente fino a quando è riuscita a trovare un punto in cui saltar fuori dall'acqua». Ieri pomeriggio i vigili del fuoco hanno provato a riportare il cane al Ramo delle Streghe, e l'hanno fatto salire su un'imbarcazione durante le ricerche: «Speravamo potesse in qualche modo segnalare qualcosa, purtroppo questo tentativo non è servito», spiega Cerilli. Ieri sera le ricerche di Mancin sono state sospese verso le 19, dopo una giornata intensa di lavoro sul fiume e nei boschi del Ticino. Una cinquantina di uomini (la metà circa dei vigili del fuoco di Pavia, Vigevano, Abbiategrasso, Milano) ha battuto ogni tratto della zona in cui si sono concentrate le ricerche, anche con le unità cinofile. L'elicottero dei vigili del fuoco, arrivato da Bologna, ha sorvolato il fiume, per cercare di individuare almeno la barca di Mancin. «E' molto importante trovarla – spiega Cerilli – sarebbe un punto di riferimento fondamentale ed è strano che in due giorni non sia stata ancora vista». Questa mattina le ricerche riprenderanno presto, attorno alle 7.30. Arriveranno anche i sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano. «Il fiume è ancora alto, ma si sta abbassando e l'acqua è più chiara – spiega Cerilli – I sommozzatori scandaglieranno tutte le buche nel fiume, non è escluso che la barca possa essersi incagliata sul fondo, saranno dragati tutti i punti più profondi del Ticino, cercheremo anche sotto il ponte». Ci sarà ancora l'elicottero. Sono interminabili ore d'angoscia per i familiari, che seguono le ricerche in ogni istante. Mercoledì mattina Luigi Mancin era andato a Ticino per uscire in barca. Succedeva spesso, è un grande appassionato del fiume e una persona esperta. Normalmente, alle 12.30, era sua abitudine tornare a casa per il pranzo. La moglie, non vedendolo rientrare, lo ha cercato al cellulare, poco prima delle 13, ma il telefono risultava spento. Allora ha dato l'allarme. «Abbiamo chiesto ai carabinieri di esaminare le celle telefoniche della zona – spiega Cerilli – per capire quale sia l'ultima cella agganciata dal telefono di Mancin, può essere d'aiuto». Non viene trascurato alcun dettaglio, anche i minimi particolari possono diventare una traccia importante per ritrovare l'ex-guardiaparco scomparso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA