«Rifiuto la nomina ad Asm Lavori»

di Fabrizio Merli w PAVIA «Non dico di essere stato nominato "a mia insaputa" perchè non sarebbe elegante, ma ho appreso la notizia leggendo i giornali». Donato Scova, indicato come amministratore unico di Asm lavori dal presidente di Asm, Gianpaolo Chirichelli, non ha la minima intenzione di accettare l'incarico. E spiega anche il perchè. «Faccio una premessa: la proposta da parte del presidente Chirichelli c'era stata e io avevo dichiarato la mia disponibilità a discuterne. Ma da questo a scoprire di essere stato nominato mentre sono in ferie, ce ne corre». Non è solo la modalità con la quale è stato conferito l'incarico a innervosire Scova. «La situazione di Asm lavori è molto delicata, anche peggiore rispetto a quanto è stato pubblicato daio giornali. Parliamo di una società che ha 1,4 milioni di debiti nei confronti dei fornitori, debiti che non riesce a pagare. Io ero disponibile a dare il mio contributo, soprattutto nell'interesse dei lavoratori, ma bisognava mettere precisi paletti. Invece non sono riuscito a concordare i dettagli e, francamente, salti nel vuoto non mi sento di farne, visto che manca qualsiasi tipo di indicazione. Il mio incarico in Asm Pavia scadrà il 22 agosto. Non ho firmato per Asm lavori e non ho nemmeno intenzione di farlo». Il presidente Chirichelli, ieri, si trovava in Israele. Gli abbiamo chiesto un commento via sms, ma senza risposte. Il sindaco, Massimo Depaoli, dice: «Trovo curioso che si indichi una persona senza consultarla. Chiaramente non entro nel merito dei nomi, io sono in attesa di un piano industriale che riguardi Asm lavori». L'assessore con delega alle partecipate, Giuliano Ruffinazzi, aggiunge: «Chirichelli mi aveva informalmente fatto un ventaglio di nomi, tra i quali c'era anche Scova. Se poi in Asm vige l'usanza di nominare le persone senza chiedere il loro parere, questo non saprei dirlo. Sono molto allarmato per il riferimento ai debiti. È una situazione insorta ieri, lo sapevano prima, è un aspetto del quale non ritenevano importante parlare? Mi chiedo se ci manchino ancora dati sulla situazione». Chi non usa il fioretto è Cristina Niutta, ex assessore ora passata a Scelta civica: «Una società privata avrebbe già portato i libri in tribunale. Qui invece, visto che i soldi sono pubblici, si fa come se niente fosse. Come Scelta civica ribadiamo una richiesta già fatta: si verifichi la gestione e se ci sono i presupposti si avvìi un'azione di responsabilità. Che il sindaco batta un colpo».