Al Qaeda si finanzia col sequestro di europei

di Andrea Visconti wNEW YORK. La rete internazionale di Al Qaeda è finanziata in larga parte dal denaro che gli europei pagano per riscattare connazionali sequestrati in giro per il mondo. Ma ufficialmente nessun paese, Italia compresa, ammette mai di avere pagato un gruppo terrorista in cambio della liberazione di un proprio cittadino. È la conclusione del New York Times che ha condotto una grande inchiesta dalla quale emerge che dal 2008 a oggi Al Qaeda e diverse sue branche in vari continenti hanno incassato almeno 125 milioni di dollari dal business del sequestro di persona. Solamente lo scorso anno il rilascio di europei ha fruttato 66 milioni di dollari a gruppi terroristici internazionali. Il reportage del Times è una pesante accusa a tutti i principali governi europei e mette in risalto invece come Stati Uniti e Gran Bretagna, tenendo duro davanti alle richieste di Al Qaeda, pagano quasi sempre con la vita degli ostaggi. Dura la reazione di alcuni esponenti del governo Usa. «Gli europei hanno molto di cui devono rendere conto», afferma Vicki Huddleson, ex vicesegretario di Stato responsabile per gli affari africani nonchè ambasciatore in Mali nel 2003. In quell'anno il governo di Berlino pagò 5 milioni di dollari per il rilascio di un cittadino tedesco sequestrato in Mali. La Germania non ha mai ammesso di avere pagato un riscatto. Ha sempre sostenuto di avere versato la somma a un'organizzazione locale che aiuta gli indigenti. Una delle immagini più visibili nell'articolo del New York Times ritrae Maria Sandra Mariani, turista italiana di San Casciano in Val di Pesa che fu rapita in Algeria nel 2011. L'articolo ripercorre nei dettagli l'odissea della Mariani che fu liberata insieme ad altri due ostaggi spagnoli. La cifra? 8 milioni di euro. Secondo i calcoli del Times il paese europeo che ha pagato più di qualsiasi altro è la Francia. 58,1 milioni di dollari. La Svizzera ne ha pagati 12,4, la Spagna 11 e l'Austria 3,2. Per l'Italia non ci sono dati precisi ma c'è un riferimento al fatto che il nostro ministero degli Esteri nega di avere mai pagato per la liberazione di ostaggi. Stessa dichiarazione fatta spesso dai ministeri degli Esteri in Austria, Francia, Germania e Svizzera. «I sequestri di persona sono diventati il modo più sostanziale per finanziare il terrorismo», aveva affermato nel 2012 David Cohen, sottosegretario al Tesoro. «Ogni negoziato incoraggia un negoziato successivo». Nel 2003 un sequestrato europeo valeva 200.000 dollari. Ora vale in media 10 milioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA