Il Tar: dubbi sul test di Medicina

PAVIA Non c'è pace per il test di Medicina. Da un lato la sentenza del Tar del Lazio che riammette 2mila studenti in seguito al maxi ricorso guidato dall'Udu - Coordinamento per il diritto allo studio. Tra questi ci sono anche degli aspiranti medici di Pavia. E dall'altro un ricorso legato all'ateneo pavese e a quel telefono che squillò in una delle aule durante il test dell'8 aprile. Il primo provvedimento del Tar è una sentenza che riapre la partita delle iscrizioni. I 2mila ricorrenti «hanno ottenuto un provvedimento provvisorio con cui potranno iscriversi all'università ed entrare in sovrannumero in graduatoria», ha spiegato l'avvocato Michele Bonetti in una lettera aperta rivolta proprio ai riammessi. Sono stati radunati in un unico procedimento gli atenei dove erano state riscontrate maggiori irregolarità tra questi Tor Vergata, Sapienza, Seconda università degli studi di Napoli, Federico II, Salerno, Pisa, Milano, Catania, Messina e Bari. Il secondo provvedimento riguarda specificamente l'Università di Pavia. E' un'ordinanza del Tar del Lazio. Il punto di partenza è un episodio avvenuto lo scorso 8 aprile durante la prova. In un'aula del Campus si sente vibrare un cellulare. La prova viene sospesa per alcuni minuti e dunque gli studenti non possono usufruire di tutti il tempo cui hanno diritto (100 minuti): è questa la segnalazione arrivata al Coordinamento per il diritto allo studio. Ci sono 160 studenti all'interno dell'aula, la presidente della commissione d'esame, Maurizia Valli, spiega di aver segnalato l'accaduto sul verbale sottolineando che «nonostante le indagini non era stato possibile trovare il telefono» e aggiungendo: «Deciderà il ministero». In seguito a questo episodio uno studente ha presentato ricorso, assistito dagli avvocati Pasquale Cerbo e Fabio Lorenzoni. I giudici di Roma non si sono fermati al verbale ed hanno perciò chiesto all'ateneo pavese di riferire «puntualmente» e «con relazione scritta dal presidente della commissione esaminatrice e dai sorveglianti che hanno disposto "scrupolosi controlli" di cui si fa menzione nel ricorso se l'effettuazione dei controlli abbia portato a una sospensione delle prove selettive e se, in tal caso, si sia provveduto al recupero del tempo corrispondente alla pratica sospensione». L'università ha 40 giorni di tempo per presentare la relazione: «Abbiamo notizia del ricorso ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in merito», la risposta dell'ateneo. (ma.br.)