Casanova, ladri scatenati Via la bici anche al messo

CASANOVA LONATI Come nel film. Nel 1948 uscì nei cinematografi "Ladri di biciclette", diretto e prodotto da Vittorio De Sica, ed ispirato all'omonimo romanzo di Luigi Bartolini. Antonio Ricci, un attacchino comunale romano, è vittima del furto della sua "due ruote". L'uomo rincorre il ladro, ma inutilmente. Una pellicola quanto mai attuale a Casanova Lonati, dove in questi giorni diversi cittadini hanno visto sparire le loro biciclette. Non si sa quale mano le abbia trafugate e nemmeno dove siano finite. Semplicemente sono state portate via. Nel centro oltrepadano, che conta circa 500 abitanti, è scoppiata la psicosi: abituati a lasciare le bici accanto a casa o in cortile, dopo ciò che è accaduto tutti si sono affrettati a munirsi di lucchetti o chiudere il velocipede nei propri garage. Intanto sugli episodi stanno indagando i carabinieri di Broni, che nel lavoro di ricostruzione dell'accaduto sono riusciti a trovare uno dei mezzi rubati. Sono otto i casi accertati di bici sottratte ai legittimi proprietari. Tra le "vittime" dei ladri ci sono pure il messo comunale, un consigliere di minoranza e il panettiere del paese. «La bicicletta si trovava nel mio cortile, appoggiata vicino alla porta d'ingresso – spiega Marco Calvi, dipendente del Comune –. Fortunatamente è stata ritrovata dai carabinieri in piazza Italia a Broni, e mi è stata riconsegnata. Ho sentito che ci sono stati altri furti simili in paese, all'incirca una decina di episodi». «Hanno scavalcato il cancello, sono entrati nella mia proprietà e hanno portato via due biciclette – racconta Massimo Facciale Lombardo, consigliere di minoranza –. Il problema non è tanto legato al valore economico delle due biciclette, ma al fatto della violazione di domicilio». La stessa sorte è toccata al panettiere di Casanova, Andrea Bianchi. «Sono entrati nella mia proprietà e hanno trafugato due biciclette appoggiate vicino al garage – racconta l'artigiano –. Le utilizzo normalmente per raggiungere il posto di lavoro. Sono bici di poco valore, ma c'è la seccatura della violazione di domicilio. Altre due sono state rubate nel cortile del mio vicino e una alla mamma di mia moglie». Ovviamente adesso i proprietari prestano più attenzione: «Generalmente lasciavo la bici in cortile – spiega Carlo Censurini –. Ma nei giorni scorsi mia mamma mi ha avvisato che si verificano frequenti furti di bici. Così ho subito comperato un lucchetto, e adesso chiudo bici e motorino nell'autorimessa, per evitare sgradite sorprese». Franco Scabrosetti