«Città vivace, adesso il rilancio»

di Donatella Zorzetto wSTRADELLA Nello stesso ufficio e sulla stessa poltrona del suo predecessore Pierangelo Lombardi, del quale era il braccio destro. Piergiorgio Maggi, fresco di elezione a primo cittadino, ha un'agenda fittissima e un'espressione indaffarata. Ha una serie di obiettivi in mente e si prepara ad un autunno senza pause. «No, non andrò in ferie», annuncia scuotendo la testa. «Del resto come faccio? Guardi», e mostra una pila di carte. «Impegni – assicura – improrogabili». In quindici giorni in venti sono andati a bussare alla sua porta chiedendo un lavoro. Lui, tutto d'un pezzo, per non far torti ha annunciato che «chi chiede un'occupazione è pregato di presentare il proprio curriculum in segreteria». Maggi ha la porta-finestra aperta sulla strada: quando parla di Stradella indica proprio quell'angolo, dove insieme all'aria sembra entrare anche l'umore della gente. Una città per la quale dice di avere buoni progetti e qualche ottima idea. In nome di un rilancio che parte dal conservare ciò che di buono già c'è. Maggi, la sua sarà un'amministrazione nella continuità... «Il nostro slogan era "continuità e rinnovamento". Di fatto la giunta è nuova, e fare il vice, come nel mio caso, e il sindaco sono cose diverse. Il cambiamento è notevole». Cioè? «È più impegnativo. Anche perchè per la gente rappresentiamo una nuova amministrazione. E la gente ha molte aspettative: chiede che tutto quello che non si è fatto in 5-10 anni si faccia in due mesi». Quante persone ha fuori dalla sua porta? «Molte. Gran parte delle richieste riguarda il lavoro. La nostra fortuna è stata quella di istituire l'assessorato per il Lavoro. E a tale proposito convocheremo un tavolo permanente con sindacati e agenzie proprio per gestire la situazione, senza dubbio difficile». Eppure le attività commerciali a Stradella si moltiplicano... «Il commercio è una risorsa. I nostri negozi cittadini devono essere nel giusto rapporto con i nuovi insediamenti, che personalmente non vedo come un male. Però, pur nel rispetto della normativa vigente, non è nostra intenzione aprire la porta a nuove attività commerciali di media distribuzione. Certo che però non si può pretendere che ciò che già esiste venga cancellato». Come stanno in salute i vostri negozi al dettaglio? A sentire le associazioni non bene, ma è un problema generale. Tuttavia Stradella resta una città vivace e operosa. I nostri bar e pub ogni fine settimane sono frequentati da ragazzi di Pavia, Voghera e di altre città. I nostri sono negozi di qualità. È una fortuna, o forse anche merito dell'amministrazione». Mentre le imprese sono in affanno... «Abbiamo un'area industriale e artigianale, oltre ad alcune logistiche. Certo, la crisi non risparmia nessuno. E pensare a nuove aziende può sembrare azzardato. Sulle dinamiche del lavoro possiamo fare poco. Anche perchè le agenzie dicono chè il lavoro c'è, ma che si tratta di impieghi nelle cooperative che i giovani non vogliono. O se dicono sì poi ci rinunciano». Quindi niente nuove imprese «Il territorio è saturo. Dobbiamo utilizzare al meglio le aree esistenti ed evitare il consumo ulteriore di territorio». Delle aree dismesse che farete? «Nel caso dell'ex cantina sociale, dell'ex Massoni come dell'ex ospedale o della "Robo" abbiamo approvato piani di recupero con una tempistica, però, non breve. Cosa ne faremo? Abitazioni, una piccola percentuale di attività commerciali e verde attrezzato con piste ciclabili». Nel Pgt è prevista un'ulteriore espansione della città? «Secondo l'ultimo rilevamento, che risale al giugno scorso, Stradella conta 11.670 abitanti, dieci in più rispetto al 2013. La variante di piano che entrerà in vigore nel settembre prossimo ha alcuni obiettivi precisi: limitare il consumo di suolo, salvaguardare l'ambiente, rivedere le destinazioni urbanistiche che non sono state attuate in questi ultimi cinque anni. Vogliamo inoltre intervenire sul centro storico con ristrutturazioni di fabbricati, nel caso garantendo anche incentivi a privati». Per smuovere le difficoltà economiche sul piano sociale «Ora anche la classe media è in difficoltà. Quindi diventa sempre più necessario l'assessorato al Welfare di Alessandria Mossi, come pure una rete di collegamento tra Comune e associazioni». Uno dei vostri crucci fino a ieri era anche la Broni-Stradella Spa... Ora non più. Abbiamo definito la vicenda Italgas, pagato il dovuto e chiuso la partita senza nè vincitori nè vinti. Ora la Broni-Stradella è una partecipata con la quale proseguiremo la raccolta rifiuti differenziata ed estenderemo il porta a porta». Lei su quali progetti punta? «Mi stanno a cuore il recupero del Bosco Negri, polmone verde che garantiremo agli abitanti; il rilancio del Museo della fisarmonica, che mi piacerebbe spostare in una struttura più grande; l'apertura di un museo delle moto prodotte dall'ex "Alpino Ardito", dimostrazione di abilità e ingegno».