Cesi in liquidazione slittano i lavori del ponte sul Ticino

di Denis Artioli wVIGEVANO La costruzione del nuovo ponte sul Ticino è a rischio. L'impresa di costruzioni Cesi di Imola, un colosso del settore, che ha l'appalto dell'opera da 51 milioni di euro (già finanziati) è in liquidazione. I lavori sono quindi ancora fermi e non si sa per quanto tempo. Già era stato dato per certo un ritardo di un anno rispetto all'ultima previsione di completamento: da fine 2014 a fine 2015. In realtà, nessuno in questo momento è disposto a mettere la mano sul fuoco su una possibile riapertura del cantiere. Se questa ipotesi dovesse avverarsi (stop definitivo, cioè) dopo tutti i lavori impattanti già compiuti sull'ambiente del Parco, e finalizzati alla costruzione dell'opera, sul fiume resterebbero gli scheletri di piloni in calcestruzzo a reggere il cielo e non più una via di asfalto che, assieme alla superstrada per Malpensa, viene da anni indicata come la soluzione a tutti i problemi di isolamento economico-logistico di Vigevano. Le tante interruzioni dei lavori avevano già sollevato molte perplessità. Ma era arrivata sempre una risposta a tutto: una prima ditta in difficoltà e poi sostituita proprio dalla Cesi; i pagamenti "a rate" all'impresa per evitare che la Provincia di Pavia (stazione appaltante dell'opera) sforasse il patto di stabilità; le piene del Ticino; l'incognita su chi si sarebbe sobbarcato il costo della bonifica dell'area Bocca (impresa edile vigevanese fallita, sul cui terreno è prevista una rampa di accesso al ponte). E, adesso, la notizia clamorosa dell'indebitamento della Cesi. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, incontrerà lunedì i lavoratori della cooperativa di Imola in liquidazione coatta amministrativa (403 persone rimaste senza occupazione). Il segretario del Pd di Imola, Marco Raccagna, ha dichiarato ieri alle agenzie di stampa che la priorità «sono i lavoratori e conseguentemente la possibilità di far sorgere una nuova azienda di costruzioni dalle ceneri della Cesi» e che bisogna «agire subito per rendere concreta la possibilità di un consorzio di costruzioni che vada da Modena a Ravenna passando per Bologna ed Imola. Pare di capire che ci si stia muovendo in questo senso». Da Imola a Pavia, il presidente della Provincia, Daniele Bosone, altro rappresentante Pd, dichiara: «La Cesi è in liquidazione amministrativa coatta da venerdì. C'era qualche avvisaglia negli ultimi tempi, non si capiva perché non si riuscisse a far proseguire il cantiere, da parte dell'impresa continuavano ad arrivare richieste di modifiche su progetti presentati dalla ditta stessa. Ora si capisce il perchè». Bosone non esita a dire che la liquidazione della Cesi «pone una forte ipoteca sulla costruzione del nuovo ponte a Vigevano. Ma speriamo si possa trasferire presto il ramo d'azienda a un'altra impresa subentrante, i soldi ci sono. Ma passeranno almeno due mesi. L'importante è che non resti un'opera incompiuta. In Provincia abbiamo attivato una task force tecnico-legale per far fronte al nuovo evento». «Anche la sfortuna – aggiunge Daniele Bosone – si accanisce purtroppo su quest'opera. Ma questa vicenda si inserisce in un quadro preoccupante di tenuta complessiva del settore edile a livello nazionale. Mi auguro che la sofferenza così forte che sta martoriando i nostri territori si risolva, togliendo almeno il patto di stabilità e permettendo al denaro liquido di circolare». Solo la Provincia di Pavia e le città principali della zona, dice Bosone, hanno almeno 40 milioni di euro bloccati dal patto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA