Velivoli iraniani per spiare e attaccare

Anche Hamas possiede droni. L'utilizzo dei velivoli senza pilota non è stata una sorpresa per Israele: nei giorni scorsi la radio militare aveva riferito che in uno dei raid aerei su Gaza sono andati distrutti alcuni «velivoli kamikaze», che potevano cioè montare cariche esplosive. I droni in possesso di Hamas sono Ababil di produzione iraniana, lunghi circa tre metri con apertura alare di tre metri e mezzo. Per lanciarli bisogna ricorrere ad un razzo, mentre per l'atterraggio dispongono di un paracadute. Gli ingegneri di Hamas hanno messo a punto tre modelli: uno, dotato di una telecamera foto-elettrica, per raccogliere informazioni di intelligence, uno per «attaccare il nemico», un terzo è invece il «modello suicida» e viene fatto schiantare su obiettivi prescelti. Ieri alle sette la prima missione da Gaza. Sono partiti in tre scaglioni (ciascuno dei quali aveva «più di un velivolo»), in tre direzioni diverse. Nel corso della missione è stato perso il contatto con due velivoli ma la missione, secondo Hamas, sarebbe stata coronata da successo perché i droni «sono riusciti a raggiungere il ministero della Difesa israeliano, la Kiryà, e a riprenderlo». Di prima mattina una batteria di missili Pariot dislocata a sud di Tel Aviv ha scorto un velivolo non identificato e lo ha annientato. Due anni fa anche gli Hezbollah libanesi avevano usato droni per raccogliere informazioni: anche quegli apparecchi furono distrutti in volo, ma in un caso, solo dopo che uno dei velivoli aveva puntato verso la centrale atomica di Dimona.