Inchiesta Expo, indagato anche Maroni

di Luca De Vito wMILANO Due contratti a termine a due conoscenti che potrebbero costare cari a Roberto Maroni. Il presidente della Regione Lombardia è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Busto Arsizio (Varese) per presunte irregolarità proprio in due contratti di lavoro sottoscritti nell'ambito di Expo. Secondo i pubblici ministeri, Maroni avrebbe esercitato "pressioni" per far ottenere il posto a due persone a lui vicine: Mara Carluccio (sua ex collaboratrice al Viminale) che avrebbe avuto un posto in Eupolis - l'ente di Regione Lombardia per la ricerca, la statistica e la formazione - e Maria Grazia Paturzo che siede in Expo2015 spa. Insieme al presidente, è indagato anche il capo di gabinetto, Giacomo Ciriello a cui i carabinieri del Noe hanno notificato un avviso di garanzia. Per entrambi l'accusa - firmata dai pm di Busto Arsizio Eugenio Fusco e Pasquale Addesso - è «induzione indebita a dare o promettere utilità». Il procedimento arriva nell'ambito di un'inchiesta che è la gemmazione delle indagini su Finmeccanica per cui ora è sotto processo, tra gli altri, l'ex ad e presidente Giuseppe Orsi. L'avviso di garanzia dei pm notificato a Maroni, spiega che lui e il capo della sua segreteria, Ciriello, avrebbero esercitato pressioni direttamente su «esponenti di Eupolis ed Expo 2015 spa» con l'obiettivo di fare ottenere i contratti alle due conoscenti. I militari hanno eseguito delle perquisizioni negli uffici di Maroni e di Ciriello, facendo visita anche agli uffici romani della Regione Lombardia dove lavoravano la Carluccio e la Paturzo. Il presidente della Regione ha rispedito subito al mittente le accuse. «Sono assolutamente sereno e allo stesso tempo molto sorpreso - ha dichiarato Roberto Maroni in una nota - per quanto a mia conoscenza è tutto assolutamente regolare, trasparente e legittimo. Si tratta di due contratti a termine per persone che svolgono, con mansioni diverse, attività quotidiana di supporto della Regione Lombardia dalla sede di Roma. La loro attività è finalizzata alla ottimizzazione e alla efficienza della macchina organizzativa in vista dell'evento Expo. In particolare, una figura professionale ha un preciso scopo di raccordo tra la Regione Lombardia e la società Expo, mentre l'altra, di provata esperienza professionale, ha un ruolo di consulenza delle diverse tematiche organizzative legate a Expo». Dai banchi della Regione però, adesso sono in molti a chiedere chiarezza. I primi a protestare sono i grillini che, tramite una nota del capogruppo in consiglio regionale Giampietro Maccabiani, si dichiarano pronti a chiedere le dimissioni del governatore «se dovessero essere confermate le ipotesi di reato con un rinvio a giudizio: chi governa deve essere al di sopra di ogni sospetto». Per il Movimento 5 Stelle la regione «è un serraglio di scandali che imbarazza il Paese, e nei fatti la Lombardia di Maroni si sta dimostrando esattamente identica a quella di Formigoni». E se dal centrodestra Fi, Ncd e Lega fanno quadrato intorno a Maroni, pesanti critiche arrivano dal Partito democratico: «A questo punto attendiamo dal Presidente chiarezza e spiegazioni urgenti - ha detto il senatore del Pd Franco Mirabelli - perché i fatti che stanno emergendo sono gravi e non vanno sottovalutati». Oggi il presidente dovrebbe riferire sulla questione davanti al consiglio regionale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA