Il governo scommette sulla sfida digitale

di Enrico Tantucci wVENEZIA «L'Italia ha una grande occasione, fare l'Italia e smettere di piangersi addosso. E in mille giorni dobbiamo cambiare faccia e interfaccia. Noi stiamo mettendo in campo tutte le nostre forze, faremo le riforme e la prima riforma è creare posti di lavoro per i nostri ragazzi. L'Italia è semplicemente leader in Europa per sei mesi. È una responsabilità importante, ne siamo orgogliosi, ma non è il nostro obiettivo: la nostra ambizione è più alta, è diventare leader non delle istituzioni ma dei cittadini. Se l'Italia cambia può essere leader nei prossimi 20 anni. Il problema dell'Italia, e ne sono sicuro al 100 per cento, è l'Italia». Matteo Renzi, da presidente del Consiglio ora alla guida dell'Unione Europea per il prossimo semestre, ha trasformato così, ieri all'Arsenale, il forum di apertura di Digital Venice Week - la settimana europea dedicata all'Agenda Digitale e all'innovazione tecnologica che si svolge in laguna - anche in uno "spot" internazionale sull'Italia che vuole cambiare. Con lui. Un Renzi sbarcato in laguna di buon mattino e ripartito all'ora di pranzo, "dribblando" le numerose richieste di incontro e anche la manifestazione degli esponenti dei centri sociali e di associazioni e movimenti contro le grandi navi e il Mose (ha però ricevuto il loro dossier), ma che si è comunque concesso in aeroporto un breve incontro con i vertici del Pd veneziano e regionale per rassicurarli, dopo il terremoto dell'inchiesta sul Mose così come ha fatto con il commissario prefettizio Vittorio Zappalorto che ora regge il Comune di Venezia, augurandogli buon lavoro fino alle prossime elezioni amministrative, che saranno, a questo punto, nel prossimo aprile. «L' Italia deve avere il coraggio di cambiare, sia nella parte interna, come giustizia e burocrazia, sia anche nella capacità dei nostri ragazzi di far crescere le proprie idee», ha detto Renzi nel suo intervento conclusivo all'Arsenale, che ha seguito quello del commissario dell'Unione europea per l'Agenda Digitale Neelie Kroes, quello dell'economista Jeremy Rifkin e quelli dei rappresentanti delle aziende europee e mondiali che operano nel mercato del digitale. «In questo momento - ha detto ancora il presidente del Consiglio - le idee salveranno l'Europa e non le limitazioni. Il ruolo dell'Unione Europea non è quello di associazione di limitazioni ma quello di essere uno spazio di libertà. Dobbiamo rendere civile e più bella la globalizzazione. Se invece parliamo solo di limiti, di vincoli e di dossier burocratici che dividono i Paesi perdiamo un'opportunità. Se vogliamo creare posti di lavoro - ha aggiunto - dobbiamo investire in innovazione». Renzi - con al suoi fianco le ministre Madia e Guidi - ha chiesto nell'occasione all'Unione Europea di andare verso un mercato unico del digitale, con un'authority unica. Il premier ha annunciato, per ottobre, "un vertice strategico" organizzato dall'Italia sull'Information and Communication Tecnology. E ha proposto che «ogni euro investito in infrastrutture digitali venga escluso dal Patto di stabilità», definendo «derby ideologico» quello tra austerity e flessibilità. «Se investo in infrastrutture digitali non è un costo - ha insistito - ma un investimento nel futuro. L'innovazione tecnologica può salvare l'Italia, creando spazio e posti di lavoro per i nostri giovani». ©RIPRODUZIONE RISERVATA