Gdf, esisteva un «sistema» di false verifiche

NAPOLI La vicenda delle mazzette versate per ammorbidire le verifiche fiscali, che ha portato martedì all'arresto del comandante provinciale di Livorno della Guardia di Finanza, Fabio Massimo Mendella, rappresenta un caso isolato o fa parte di un sistema collaudato e assai più ampio in cui sono coinvolti sia ufficiali, sia gradi più bassi delle Fiamme Gialle? È questo che intendono accertare i pm della Procura di Napoli che conducono l'inchiesta e che, stando a quanto finora emerso, ritengono più che fondata l'ipotesi dell'esistenza di un livello molto più grave di corruzione. Una circostanza che trapela dalle indiscrezioni raccolte e che si evince anche della lettura del decreto con il quale i pm della Procura di Napoli Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock hanno ordinato la perquisizione degli uffici del vicecomandante generale della Gdf Vito Bardi. Nel provvedimento di poche righe non vi sono riferimenti a episodi concreti nè a fonti di prova, ma solo il reato ipotizzato, che è quello di corruzione. Hanno deciso di non scoprire ancora le carte gli inquirenti che stanno lavorando soprattutto sugli stretti legami tra Bardi e Mendella, entrambi componenti del Cocer della Gdf e legati da rapporti di frequentazione. Nè sono noti, al momento, i motivi che hanno indotto a iscrivere nel registro degli indagati il generale in pensione della Gdf Emilio Spaziante, arrestato la settimana scorsa per la vicenda Mose. Segno comunque che si indaga su più fronti. Ma ora l'attenzione è concentrata sulla figura dell'imprenditore napoletano Achille D'Avanzo, titolare della società Solido Property, proprietaria di numerosi immobili affittati alla Guardia di Finanza. Le verifiche della Digos di Napoli riguardano presunti fatti corruttivi simili a quelli venuti alla luce nella vicenda rivelata dai Pizzicato. Il nome dell'immobiliarista napoletano spuntò in un' inchiesta svolta nel 2012 dal pm Woodcock nell'ambito della più vasta indagine sulla P4. Nel novembre di quell'anno furono disposte varie perquisizioni tra cui anche quelle a carico di D'Avanzo. Oggetto: presunte irregolarità nell'affitto a Napoli di immobili destinati alla Guardia di Finanza per importi ritenuti esorbitanti nonché l'acquisto di immobili a Roma. Una vicenda poi archiviata dal gip del Tribunale di Roma come ricordano in una nota i legali di D'Avanzo. Gli scenari che configurano gli inquirenti sono dunque quelli di un sistema assai più ramificato, che chiamerebbe in causa ufficiali e sottufficiali, e non solo attraverso accertamenti fiscali compiacenti in cambio di tangenti.