Punta Est, indagini chiuse per sei

di Maria Fiore e Fabrizio Merli w PAVIA La procura di Pavia tira le somme dell'inchiesta su Punta Est, il cantiere delle residenze universitarie di via Baldo degli Ubaldi, e spuntano nuovi indagati e altre accuse. Sei avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati, ieri pomeriggio, ad altrettanti indagati. I nomi sono quelli dell'ex vicesindaco di Pavia Ettore Filippi (difeso dall'avvocato Giuseppe Roccioletti), del docente universitario Angelo Bugatti (avvocato Francesco Arata e Federica Bonomini), del funzionario comunale Angelo Moro (avvocati Yuri e Graziano Lissandrin), dell'imprenditore Dario Maestri (avvocato Agostino Goglino), del costruttore Ciro Manna (difesa Barbara Bertoni) e del'avvocato Elisabetta Masnata (avvocato Carlo Madama di Broni). La vicenda è quella relativa alle case universitarie di via Baldo degli Ubaldi che, secondo l'accusa, sarebbero state vendute sul libero mercato e per le quali, in uno stralcio dell'indagine, sono già stati condannati in primo grado per lottizzazione abusiva Dario Maestri, sua figlia Eleonora e l'architetto Marco Bianchi. Le accuse contestate dal sostituto procuratore Paolo Mazza sono molteplici. A Ettore Filippi viene contestata la corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio. L'ex vice sindaco avrebbe preso denaro dal costruttore Dario Maestri per favorire le sue iniziative immobiliari. Il riferimento è alla sanatoria degli abusi commessi, nel 2007, a Cascina Scova, al caso di Punta Est e ad altri progetti della società La Cortazza, dove Filippi viene accusato di avere esercitato «ripetute e indebite pressioni» sul sindaco, sugli assessori competenti e sul dirigente dell'Urbanistica. A Dario Maestri viene contestata la corruzione. Il professor Angelo Bugatti è chiamato a rispondere di falso (per un verbale dell'Università), calunnia (per avere incolpato una segretaria di avere commesso il falso), corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio (per avere ricevuto denaro e incarichi professionali da Maestri). A Ciro Manna, in concorso con Maestri, viene contestata anche la tentata estorsione per avere disegnato o incaricato ignoti di disegnare croci sul portone dello studio legale dell'avvocato Franco Maurici, con lo scopo di farlo desistere dalla sua attività di denuncia pubblica. Al dirigente Angelo Moro sono contestati l'abuso d'ufficio, per le autorizzazioni a Maestri, e la truffa, per avere consentito a Maestri di versare oneri di urbanizzazione ridotti. Infine, all'avvocato Elisabetta Masnata si contesta di avere concorso all'abuso d'ufficio con alcune bozze di provvedimento scritte insieme a Moro.