La Rai sciopera contro i tagli da 150 milioni

ROMA Si alza il livello dello scontro sulla Rai. I sindacati proclamano uno sciopero e una manifestazione per l'11 giugno a Roma contro tagli giudicati drastici e incostituzionali. Il governo replica ribadendo che l'intervento da 150 milioni non si tocca. A sottolinearlo è il viceministro all'Economia, Enrico Morando, in vista della discussione martedì prossimo in Commissione Bilancio al Senato dell'articolo 21 del decreto Irpef che riguarda la tv pubblica. Un articolo oggetto di numerosi emendamenti trasversali, anche della maggioranza, che mirano tra l'altro a tutelare le sedi regionali. L'intervento di Morando sembra mettere fine alle voci di un possibile ammorbidimento della misura, circolate dopo l'allarme del dg Luigi Gubitosi, che ha evocato tagli all'offerta e agli organici. L'unica concessione dell'esecutivo, ribadita da Morando, è «la disponibilità a valutare l'esclusione della televisione pubblica» dall'articolo 20 del decreto sui risparmi delle partecipate. La misura, se rimanesse in piedi, costringerebbe viale Mazzini a risparmi per ulteriori 70 milioni di euro. A proclamare lo sciopero dell'11 giugno Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind Conf Sal e Usigrai. «È un taglio drastico - sostengono i sindacati - che non colpisce gli sprechi ma i posti di lavoro, creando le condizioni per lo smantellamento delle sedi regionali e ancor peggio per la svendita di RaiWay alla vigilia del 2016 (data in cui dovrà essere rinnovata la concessione per il servizio pubblico), lasciando intravedere inquietanti ritorni a un passato fatto di conflitti di interessi e invasione di campo dei partiti e dei governi». Quel giorno i dipendenti scenderanno anche in piazza, preceduti martedì 3 giugno dai segretari confederali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti che terranno una conferenza stampa congiunta al Teatro delle Vittorie contro i tagli alla tv pubblica. No comment da parte del presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, che sceglie il silenzio «per cortesia istituzionale» in vista dell'audizione in commissione di Vigilanza il 4 giugno. Il governo sembra chiudere la porta anche alle proposte di allargamento della platea del bonus Irpef ed a rendere più incisivo il taglio Irap che arrivano dalla stessa maggioranza. Ma Ncd va avanti: insisteremo. C'è in ogni caso ancora un weekend ed oltre per trovare una mediazione.