Mortara, Zanellati a caccia di rinforzi

MORTARA Al primo anno di Divisione nazionale B essere arrivati addirittura ai play off quando l'obiettivo era salvarsi il prima possibile è risultato che ha esaltato la Expo Inox Mortara, matricola terribile ed entusiasta. Il bilancio di coach Alfonso Zanellati, prima di iniziare a programmare il futuro, è ovviamente molto positivo. «La nostra impresa ci è stata riconosciuta da tutto l'ambiente della zona e fuori zona. Gli addetti ai lavori hanno capito che la nostra è stata una stagione esaltante dal punto di vista dei risultati. Arrivare fino a gara3, mettere in difficoltà la prima in classifica, pur giocando la partita decisiva senza Tardito, è stato esaltante». L'infortunio a Tardito proprio nei play off resta, quindi, il maggior rimpianto di questa stagione? «Mi sarebbe piaciuto giocare la serie con Tortona e, ancor di più, gara2 al completo. Tardito era il giocatore più in forma e nelle ultime partite aveva dimostrato di poter spostare gli equilibri. Ma i ragazzi hanno realizzato una grande impresa lo stesso restando in partita sino in fondo, malgrado la rosa ridotta ed un arbitraggio che ci ha penalizzato». Troviamo una definizione per sigillare questa bella stagione... «...al termine di un grande campionato, volevamo disputare un play off di valore e ci siamo riusciti». Quali giocatori sono cresciuti maggiormente nell'impatto con un livello superiore quale la Dnb? «Manuelli è il giocatore che è cresciuto di più. Era nuovo a questi livelli, è migliorato partita dopo partita. Anche gli altri sono cresciuti, seppur tra qualche alto e basso, in modo particolare sul piano caratteriale». Può spiegarlo meglio? «Abbiamo vinto le partite che contavano, soprattutto quando abbiamo attraversato il momento difficile con la serie di sconfitte a fine stagione regolare. E' emerso il carattere di giocatori che hanno dimostrato di saper reggere la categoria in un campionato difficile e molto fisico». Quale rinforzo vorrebbe primariamente per l'anno prossimo? «Credo sia importante migliorare l'aspetto della panchina. I giocatori del nostro settore giovanile sono interessanti, ma ancora molto giovani e, nel breve, faranno fatica ad imporsi. Servirebbe forse un innesto di esperienza per soffrire un po' meno nei momenti difficili. I titolari sono altrimenti costretti a fare sempre il massimo, ma non sono robot». Che campionato è stato questa prima esperienza in Dnb? «Come sapevamo, abbiamo approcciato un torneo molto fisico, equilibrato, con tre quattro squadre sopra il livello e le altre in equilibrio pazzesco. E' retrocesso il Cus Torino che ci ha battuto due volte. Per la prossima stagione sarà molto importante vedere in quale girone saremo inseriti». Come procede il vostro finale di stagione? «Riprendiamo questa settimana con allenamenti soprattutto per lavorare sui fondamentali individuali. Quando sarà possibile, proveremo qualche giocatore e, nel frattempo, parleremo del futuro anche con i nostri». Ci sarà qualche giocatore che sicuramente non farà parte della rosa prossima ventura? «E' molto prematuro parlarne ora, ma il nostro gruppo è molto compatto. Credo che voglia restare unito e lottare insieme anche in futuro. L'importanza del gruppo e dell'ambiente senza mai stravolgere le formazioni, ma crescendole anno dopo anno, sono stati gli ingredienti della nostra filosofia in queste stagione. I risultati l'hanno premiata, di certo non abbiamo alcuna intenzione di cambiarla». Fabio Babetto