Caserma di via Sacchi Investitori cinesi in visita

Tre aste pubbliche andate deserte e una trattativa privata per la vendita della ex caserma dei carabinieri di via Defendente Sacchi che si è chiusa ieri con un altro nulla di fatto. La caserma di via Defendente Sacchi è in vendita da tre anni: si era partiti da una valutazione iniziale di circa 10 milioni di euro, scesa a 8 milioni e 600mila euro, poi 6 milioni e 705mila euro. La Provincia ha cercato di coinvolgere il Fondo valorizzazione immobiliare della Cassa depositi e prestiti, che acquisisce immobili pubblici da valorizzare trasformandoli in strutture turistiche, residenziali, commerciali ma tutto si era fermato perche alcuni alloggi erano ancora occupati dai carabinieri. di Anna Ghezzi wPAVIA Anche se l'ultimo tentativo di vendere la ex caserma dei carabinieri di via Defendente Sacchi è andato a vuoto, l'immobile messo in vendita dalla Provincia a due passi dall'università in pieno centro storico ha attirato l'interesse di un fondo di investimento cinese della zona di Shangai. E dopo il tentativo di un altro fondo cinese di acquisire il Pavia calcio grazie alla mediazione dell'ex ct della nazionale Marcello Lippi (vedi servizio a pag. 38) e le voci sull'insediamento di industriali cinesi a Trivolzio nell'area industriale, l'interesse della potenza asiatica arriva in centro a Pavia. Due funzionari accompagnati da un interprete hanno fatto nei mesi scorsi un sopralluogo alla caserma e subito dopo hanno scritto una lettera d'intenti alla Provincia di Pavia per manifestare il loro interesse a procedere all'acquisto dell'edificio che fino a qualche anno fa ospitava la caserma dei carabinieri. La Provincia, tuttavia, ha dovuto spiegare che nel settore pubblico non era possibile fare una vendita diretta, che c'erano delle procedure da seguire. Gli uffici hanno tenuto informati gli aspiranti acquirenti dell'apertura delle procedure, e i contatti sono andati avanti. «Ho incontrato la delegazione dei due stranieri, con l'interprete – ammette l'assessore ai lavori pubblici Maurizio Visponetti – hanno subito detto che erano interessati, che la struttura era molto bella». Pare che il contatto con Pavia sia nato attraverso il consolato cinese, di recente coinvolto nell'evento sul cluster del riso organizzato da Pavia Export per Expo 2015. E che l'interesse del fondo fosse rivolto alla zona di Milano e dintorni, in particolare a edifici di valore nei centri storici. Nella caserma si potrebbero fare appartamenti di lusso, come davanti a San Michele. O un albergo, nel rispetto del vincolo della Soprintendenza ai beni architettonici. Perché nel Pgt approvato a luglio il Comune di Pavia ha accolto la richiesta di togliere il vincolo sulla destinazione d'uso a "servizi". I contatti tra Pavia e la zona di provenienza del fondo vanno avanti da anni: nella zona di Guangzhou e di Shangai operano diverse imprese pavesi. «A Shangai lavoriamo dal 2005 con la camera di commercio grazie all'intesa siglata con l'allora presidente Beretta – spiega Carlo Bottarelli, Pavia Export – e diverse imprese pavesi hanno aperto sedi in Cina. Ma ora il rapporto si sta invertendo, sono i fondi cinesi che vengono a comprare da noi». Quali sono i prossimi passaggi per la vendita dell'ex caserma? «Il Consiglio provinciale – spiega Visponetti – potrebbe approvare un ulteriore ribasso del 10% sul prezzo validato dall'agenzia delle entrate. Ma stiamo verificando». Ma, avverte l'assessore al bilancio Franco Osculati, «Senza la vendita della caserma, o con la vendita a un prezzo troppo basso, siamo fuori dal Patto di stabilità».