Maxi aumento, Mps perde il 10%

MILANO L'ipotesi maxi-aumento di capitale manda al tappeto le azioni del Montepaschi e impone l'intervento della Consob a vietare le vendite allo scoperto fino alla chiusura di mercoledì. L'idea che la ricapitalizzazione della banca guidata da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola possa essere di 5 miliardi anzichè 3 - come deliberato dall'assemblea degli azionisti di fine anno - ha sollevato una vera e propria bufera sul mercato, col titolo che in una sola seduta ha bruciato 410 milioni di capitalizzazione, riportando così il valore della banca a 2,5 miliardi di euro. Che la giornata fosse una di quelle "nere" per il titolo di Rocca Salimbeni lo si era intuito sin dall'apertura delle negoziazioni. Il Monte, che non è riuscito a fare prezzo per diversi minuti a causa della pioggia di vendite, è stato protagonista di continue sospensioni al ribasso per chiudere poi con un -10,4% a 0,22 euro. Da capogiro gli scambi con oltre un miliardo di azioni passate di mano, quasi il doppio della media dell'ultimo mese, e pari all'8,9% del capitale del gruppo. A fronte di questa brutta reazione, la banca ha confermato che l'entità dell'aumento è in corso di valutazione. Mps ha spiegato infatti in una nota che sta valutando l'ammontare necessario per poter realizzare entro l'esercizio il rimborso» degli aiuti di Stato come previsto dagli impegni assunti «nei confronti della commissione europea». La banca, come noto, deve rimborsare entro fine anno 3 dei 4 miliardi di Monti bond ma alla luce delle nuove richieste arrivate dalla Bce potrebbe rimborsare l'intera somma anticipatamente, evitando di dover inciampare per un altro esercizio sui costosissimi interessi previsti dal contratto siglato col ministero dell'Economia. Un commento ancora prudente è arrivato poi dal presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi. La responsabile di Palazzo Sansedoni, primo azionista in squadra con i nuovi soci sudamericani (Fintech Advisory e Btg Pactual), ha detto: «Ci sono dei "rumors" che valuteremo quando ci sarà l'ufficialità e quando ci saranno dei numeri su cui fondare le nostre riflessioni. Non amo parlare per sentito dire». La parola adesso sta alle banche del consorzio di garanzia capitanato Ubs, al fianco di Citigroup, Goldman Sachs e Mediobanca, che devono decidere se alzare la copertura da 3 a 5 miliardi. Intanto al processo Mps in corso al tribunale di Siena e relativo all'acquisizione di Antonveneta, Banca d'Italia, Consob, banca Mps e diverse associazioni di consumatori e piccoli azionisti sono stati ammessi a vario titolo come parte civile.