Berlusconi ai servizi, sì della Procura

di Natalia Andreani wINVIATA A MILANO Parere favorevole all'affidamento ai servizi sociali, ma non secondo la formula ipotizzata dagli avvocati di Berlusconi. Sarebbe questa la posizione espressa ieri dalla procura generale di Milano davanti al tribunale di sorveglianza chiamato a decidere sulla libertà personale del leader di Forza Italia, a seguito della sentenza che lo ha definitivamente condannato a quattro anni (di cui tre coperti da indulto) per frode fiscale sui diritti Mediaset. L'udienza a porte chiuse è stata celebrata nel tardo pomeriggio di ieri, in un'aula del primo piano all'incrocio fra il corridoio "Arianna"e il corridoio "Lisistrata", esaurite le posizioni di 58 condannati comuni tra i quali spiccavano anche nomi di qualche noto esponente della 'ndrangheta. A rappresentare l'accusa il sostituto procuratore generale Antonio Lamanna, mentre in difesa di Berlusconi erano presenti gli avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi con due assistenti. A comporre il collegio, invece, il presidente Pasquale Nobile de Santis, il giudice relatore Beatrice Crosti, la criminologa Silvia Guidoli e la psicologa Federica Brunelli. Il tribunale ha dedicato al caso il canonico quarto d'ora. E come previsto la pubblica accusa non ha proposto gli arresti domiciliari, ma ha detto sì alla misura alternativa dei servizi sociali. Il pg avrebbe però manifestato tutta la sua contrarietà all'ipotesi avanzata dallo stesso Berlusconi in una memoria difensiva, ovvero quello di espiare la sua pena lavorando in una struttura per disabili e handicappati, da costruirsi ad Arcore o a Macherio. Una struttura ancora in progettazione dove "motivare" - questa la proposta - persone rassegnate alla malattia. «Non valida», avrebbe ribattuto secco il pg che al contrario si sarebbe detto favorevole ad accogliere il suggerimento contenuto nella relazione dell'ufficio esecuzioni penali: ovvero quella di impiegare il cavaliere, per un giorno a settimana, presso una struttura per anziani. Quale sarebbe il lavoro riservato a Berlusconi non è dato sapere, e nemmeno è possibile ipotizzare quale sarà l'arco d'impegno stabilito dai giudici e quali saranno i limiti imposti. Ma di certo la prospettiva dei servizi sociali garantisce al leader di FI una buon margine di agibilità politica in vista delle consultazioni amministrative ed europee (i suoi legali avrebbero anche chiesto un rinvio dell'esecuzione della pena una data successiva al 16 maggio, ma la procura si è opposta). Berlusconi, che con il verdetto definitivo di condanna è stato interdetto dai pubblici uffici, non potrà fare campagna elettorale diretta né, ovviamente, candidarsi. Ad esempio non dovrebbe poter tenere comizi. Ma una volta che la decisione sarà depositata bisognerà capire dove passa il confine tra lecito e illecito, se illegittimo è considerato anche l'uso di Twitter o se illecita è anche una nota scritta. Coppi e Ghedini, terminata l'udienza, hanno lasciato il tribunale da un'uscita secondaria senza rilasciare nessuna dichiarazione. E si sono diretti a Villa S. Martino per riferire al loro assistito. Quanto ai magistrati, hanno 5 giorni di tempo per decidere. Il termine però non è perentorio e il collegio potrebbe anche riflettere più a lungo, anche 15 giorni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA