Legge anti-aborto, la Spagna va avanti

Va avanti in Spagna la contestata riforma della legge sull'aborto. Il Parlamento ha bocciato, con voto segreto, la mozione socialista che chiedeva la revoca del provvedimento. La proposta è stata respinta con 183 voti su 151. La riforma, firmata da ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardon e sostenuta dalla comunità cattolica, era stata approvata dall'esecutivo lo scorso mese, diventando oggetto di una vera e propria battaglia al Congresso. Nel nuovo testo, a differenza di quello passato nel 2010, si limita la possibilità di ricorrere all'aborto solo in caso di stupro confermato dalla polizia o in caso di minaccia medica certificata per la salute della madre. La riforma aveva suscitato qualche malumore anche nel Partito Popolare del premier Mariano Rajoy: tra i critici, la vice presidente della Camera, Celia Villalobos, che ha chiesto al partito di lasciare libertà di voto. «Non ci fermeremo fino a quando la legge non sarà cancellata» ha detto il leader socialista Alfredo Perez Rubalcaba, sostenuto dal senatore Joan Saura del partito verde catalano Icv, secondo cui si tratta di «una legge per la sofferenza delle donne, non per i loro diritti». A difendere spada tratta la riforma è il ministro Ruiz-Gallardon, convinto della necessità di bilanciare i diritti delle donne con quelli dei bambini ancora non nati. Migliaia di persone sono scese in strada il primo e il 9 febbraio per manifestare contro la riforma, mentre gli ultimi sondaggi che danno la maggioranza del Paese contraria.