«Occhi aperti sulla nostra Pavia città dell'incanto»

PAVIA Apre giovedì alle 19, in Santa Maria Gualtieri, la mostra fotografica "Occhi aperti su Pavia" con opere di Stefania Andreoli, Roberto Pozzi, Marco Rognoni e Cesare Schiapelli, realizzata in collaborazione con il Comune di Pavia. In esposizione una cinquantina di opere dei quattro pavesi, accompagnate da cartelli che riportano poesie e pensieri di Manuela Caramella. Durante la visita inoltre, il pubblico potrà ascoltare in sottofondo brani del pianista pavese Valerio Poma, dal suo cd "Emozioni". «Sono sempre stato un appassionato di fotografia, prima come collezionista di vecchi scatti del nostro territorio e successivamente come fotografo soprattutto paesaggista – dice Cesare Schiapelli, nato a Broni nel 1976, che ama percorrere le vie della città con la sua Nikon – Credo che la fotografia contribuisca a renderci più consapevoli di quel che ci circonda». Tra gli altri fotografi, l'unico a non essere nato a Pavia ma a Milano («solo perché mia madre di trovava lì», dice lui) è Roberto Pozzi, classe 1959, cresciuto a Inverno, autore del libro "Storie della Bassa e altri racconti" (Loquendo). «Sono innamorato di Pavia – dice – anche se torno a Milano ogni mattina da più di trent'anni: sono bibliotecario al Collegio San Carlo, dove più di sedici mila libri mi fanno compagnia in una meravigliosa sala cinquecentesca». Qui al suo debutto con le prime riproduzioni di Pavia (da cui poi si è sviluppata la sua grande passione) è invece Stefania Andreoli, nata a Pavia nel 1977. «Sono legata per natura ai ricordi, in seguito alla scomparsa prematura dei miei genitori – racconta - Inizialmente mi sono buttata sulle vecchie diapositive di famiglia e sui vecchi scatti ed è così che ho capito che per me fotografare significa ricordare, fissare nel tempo un momento che non tornerà più. Per questo conservo ogni mio scatto in una vecchia valigia di pelle marrone». A completare la rosa dei fotografi è Marco Rognoni, classe 1980 e pavese da diverse generazioni, già fotografo di grandi marchi ma alla sua prima mostra fotografica collettiva. «Ho acquistato la mia prima Reflex cinque anni fa, non per scattare fotografie ma per produrre filmati – dice – Poi il mio amore per Pavia mi ha portato ad immortalarne i luoghi e le prospettive». La mostra rimarrà aperta fino a domenica: giovedì dalle 19 alle 20, venerdì dalle 16 alle 29, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 20. Ingresso libero. (m.pizz.)