Acquisto senatori, via al processo

NAPOLI Imputato di corruzione per aver convinto, al prezzo di tre milioni di euro, il senatore Sergio De Gregorio, che era stato eletto nelle liste dell'Idv, a schierarsi con il centrodestra contribuendo a determinare la caduta del governo Prodi. È l'accusa dalla quale dovrà difendersi Silvio Berlusconi al processo che comincia domani davanti al tribunale di Napoli e in cui è chiamato in causa anche l'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola che nella vicenda ha avuto un ruolo di intermediario. Non sarà della partita De Gregorio che ha chiuso i conti patteggiando una pena di un anno e 8 mesi. Il fatto che il suo legale, l'avvocato Carlo Fabbozzo, abbia presentato di recente ricorso in Cassazione non muta la posizione processuale del personaggio intorno alle cui dichiarazioni ruota l'accusa. Appare comunque scontato che i pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock nel corso del dibattimento lo convocheranno perché confermi in aula le rivelazioni fatte durante le indagini preliminari, quando affermò di aver ricevuto dal Cavaliere due milioni in contanti in varie tranche, depositatati poi sui suoi conti, nonchè un milione sotto forma di finanziamento a Italiani nel Mondo, il movimento di cui è stato promotore e leader. Quello che si apre domani (ma si tratterà solo di una falsa partenza in attesa di risolvere le questioni sulla composizione del collegio giudicante) sarà sicuramente un dibattimento complesso, anche per i quesiti di carattere giuridico che i magistrati sono chiamati a risolvere. Ma il processo si baserà soprattutto sui fatti contestati, ovvero i presunti tentativi di accordi, i pagamenti o le promesse di soldi e «altre utilità», in altre parole la presunta campagna acquisti che va sotto il nome di «Operazione Libertà» e che Berlusconi, secondo l'accusa, avrebbe messo in atto anche nei confronti di altri senatori, tra il 2006 e il 2008, allo scopo di far cadere il governo Prodi. Nella lista dei testimoni indicati dal pubblico ministero figurano, tra gli altri, lo stesso Prodi, l'ex leader dell'Idv Antonio Di Pietro, i senatori Anna Finocchiaro e Giuseppe Caforio e Paolo Rossi (gli ultimi dure sarebbero stati avvicinati nel tentativo di convincerli a cambiare schieramento). ).