Il mondo piange l'eroe anti-apartheid

di Natalia Andreani wROMA Sul prato della sua casa di Houhgton, nei sobborghi di Johannesburg, i bambini hanno scritto con i sassi «We love you Mandela». Ed incessante è stato il pellegrinaggio delle persone accorse da tutto il Paese per accendere una candela, deporre un fiore, recitare una preghiera per il leader scomparso. Pianti, cori, canti e balli che si sono ripetuti anche a Soweto, il quartiere simbolo della lotta all'apartheid dove sorge la vecchia casa - divenuta un museo - dell'allora giovane avvocato. Ma è il mondo intero a piangere la morte di Nelson Mandela, spentosi giovedì sera a 95 anni di età, tra l'affetto dei familiari. Da ieri in tutte le capitali del pianeta le bandiere sono a mezz'asta mentre da Roma a Parigi, da New York a Berlino i sindaci annunciano l'intitolazione a "Madiba" di piazze, scuole e giardini. E molti Paesi hanno dichiarato più giorni di lutto nazionale. Tra le centinaia di commossi messaggi inviati al presidente della Repubblica del Sudafrica, Jacob Zuma, c'erano anche quelli di papa Francesco e del Dalai Lama. «Rendo omaggio al suo costante impegno nel promuovere la dignità umana di tutti i cittadini e nel forgiare un nuovo Sudafrica costruito sulle solide fondamenta della non violenza, della riconciliazione e della verità», ha scritto Bergoglio. «Ho perso un grande amico. Un uomo di coraggio, principi e incontestabile integrità», ha detto invece il leader spirituale dei tibetani in esilio. L'addio a Mandela durerà diversi giorni: per la precisione fino al 15 dicembre, giorno in cui sono stati fissati i funerali solenni. La cerimonia funebre sarà celebrata a Qunu, il villaggio natale di Mandela. E rigide saranno le misure di sicurezza dato che secondo un piano da tempo predisposto è prevista la presenza di molti capi di Stato stranieri (la platea - secondo documenti citati dal Guardian - potrebbe non essere dissimile da quella arrivata a Roma per i funerali di papa Woitjla). A cominciare da Barak Obama che ieri ha confermato la propria presenza. Il presidente americano arriverà la prossima settimana nel Paese africano per partecipare agli eventi in programma con la moglie Michelle. Gli Obama parteciperanno alla commemorazione ufficiale nello stadio di Soweto del 10 dicembre e il 15 saranno a Qunu. Ma dell' imponente delegazione statunitense faranno parte anche l'ex segretario di Stato Hillary Clinton e tutti gli ex presidenti americani viventi. Obama, che ha sempre definito Mandela «il suo personale eroe», avrebbe voluto incontrarlo anche lo scorso giugno durante la sua visita in Sudafrica ma dovette rinunciare perché il leader era ricoverato in ospedale. In quell'occasione Obama visitò Robben Island, il carcere di massima sicurezza situato davanti a Città del Capo dove Mandela ha trascorso molti dei suoi 27 anni di prigionia. Per l'ultimo saluto a Mandela, secondo i media internazionali, potrebbero arrivare in Sudafrica nientemeno che la Regina Elisabetta e il principe Carlo, accompagnati dal premier inglese David Cameron e da altri leader europei, Ma prevista è anche la presenza di celebrità e rock star: Bill Gates, Bono degli U2, Annie Lennox, Oprah Winfrey e la top model Naomi Campbell che di Madiba era grande amica. Uno dei primi rituali per Mandela dopo il trasferimento del corpo all'obitorio, sarà celebrato dai capi tribali africani che si riuniranno per la tradizionale cerimonia della chiusura degli occhi, destinata a facilitare il passaggio nell'aldilà. Gli eventi pubblici, invece, cominceranno ufficialmente nel sesto giorno dalla morte, mercoledì, quando la salma sarà trasferita nella sede del governo sudafricano, dove resterà esposta per tre giorni. Il 14 dicembre, un aereo militare trasporterà il feretro da Pretoria a Mthata, nel sud, la città principale della provincia sudafricana di Eastern Cape. E da lì nella città natale di Qunu, dove il 15 si svolgeranno i funerali davanti a una folla che si annuncia oceanica. Mandela sarà sepolto in un'area cimiteriale creata appositamente per lui, circondata da rocce, piante resistenti e dalle Aloe color arancio, il simbolo dello spirito indomito che lo animava e che mai lo ha abbandonato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA