Legambiente: «Troppi due inceneritori»

L'unica centralina che registra la qualità dell'aria a Vigevano e dintorni, posizionata in via Valletta Fogliano (nella foto), è di proprietà di Lomellina Energia, la società che gestisce l'inceneritore di Parona. Arpa (agenzia regionale per la protezione ambientale) era proprietaria della centralina di via Petrarca che, però, è stata spenta, per tagliare i costi. Per convenzione, la centralina di Valletta Fogliano è gestita dall'Arpa. Il 20 ottobre la centralina ha registrato una concentrazione di Pm10 di 211 microgrammi al metro cubo. Oltre il quadruplo rispetto alla soglia limite di 50 microgrammi, normata per legge. Vigevano, quel giorno, secondo la centralina, era la città più inquinata della regione. Ma all'Arpa Lombardia il dato rilevato dalla centralina è sembrato anomalo, eccessivo. Docenti dell'Università di Pavia hanno spiegato che il dato poteva dipendere dalla forte inversione termica di quei giorni, che teneva quasi legate al suolo le polveri sottili. Arpa ha affiancato un altro rilevatore alla centralina e ne ha dedotto che la centralina ha qualche problema tecnico. La manutenzione spetta a Lomellina Energia. (d.a.) di Denis Artioli wVIGEVANO Secondo il dossier di Legambiente: "Inceneritori in Lombardia: quanto basta?", «la chiusura» di soli quattro impianti «tra quelli con prestazioni più mediocri (Parona, Desio, Busto Arsizio e Cremona) permetterebbe non solo di ridurre di oltre un quinto la potenzialità impiantistica, ma anche di abbattere le emissioni atmosferiche prodotte dal parco inceneritori lombardi: del 49% per quanto riguarda le polveri, del 34% per gli ossidi d'azoto, e addirittura del 51% per le diossine». E' scritto nella relazione di accompagnamento dell'indagine di Legambiente che è stata pubblicata in questi giorni. A proposito dell'inceneritore di Parona (e Corteolona), ad esempio, Legambiente scrive nel dossier che, ad esempio, «la connessione a reti di teleriscaldamento appare un obiettivo difficilmente traguardabile», in quanto distanti da concentrazioni significative di utenze, perchè le reti di teleriscaldamento «costituiscono investimenti estremamente onerosi». Circa le emissioni di polveri in atmosfera, secondo l'indagine di Lomellina Energia, l'inceneritore di Parona non è ai primi posti. Mentre, nel dossier viene indicata Parona al secondo posto, in Lombardia, per le emissioni di NOx, gli ossidi di azoto «anch'essi inquinanti di prioritaria attenzione per la tossicità intrinseca – è scritto nel dossier di Legambiente – oltre che per la attitudine a produrre inquinamento secondario (polveri sottili secondarie e ozono)». Secondo Legambiente sono troppi 13 inceneritori in Lombardia. «Noi non vogliamo creare allarmismo – dice Gianluigi Vecchi di Legambiente – ma affrontare la questione e risolverla e, il primo elemento, è conoscere la situazione. Ci sono studi epidemiologici attorno alla Lomellina e aspettiamo di conoscere gli esiti. Noi abbiamo scritto anche alle società che gestiscono gli inceneritori di Corteolona e di Parona. Con A2A, abbiamo già avuto un incontro, mentre Lomellina Energia non ci ha risposto. Riteniamo che ci siano troppi inceneritori in provincia di Pavia, siamo per averne al massimo uno. Ma, sia chiaro, non vogliamo penalizzare e far chiudere le aziende, vogliamo che trasformino le attività in trattamenti meccanico-biologici, per la frazione umida dei rifiuti, con i biodigestori e gli impianti di compostaggio, e le fabbriche di materiali per la frazione secca, con la valorizzazione di tutte le frazioni di rifiuti raccolte». Inoltre, Vecchi sottolinea: «Per noi è un mistero che la zona di Parona e di gran parte della Lomellina non siano ancora inserite in area critica (zone che devono attenersi a precise prescrizioni e limitazioni circa le emissioni in atmosfera, ndr). La situazione è da affrontare di petto: tra l'altro, entro febbraio sarà pronto il nuovo piano regionale di gestione rifiuti e sarà tutta un'altra filosofia». Luigi Baroni, assessore comunale di Vigevano alle società partecipate, e quindi ad Asm che possiede quote di Lomellina Energia, ribadisce un concetto già ripetuto molte volte dal sindaco Andrea Sala: «Noi la presenza in Lomellina Energia l'abbiamo ereditata – afferma Baroni – Stiamo spingendo parecchio sulla raccolta differenziata dei rifiuti, e non abbiamo alcun interesse a essere ancora soci di Lomellina Energia. Per l'amministrazione Sala, il futuro è la raccolta differenziata, però dobbiamo ancora gestire la quota del 20% della società dell'inceneritore, altrimenti svendendola causeremmo un danno alla città». Lomellina Energia, prima di esprimersi sul rapporto di Legambiente, preferisce effettuare attente valutazioni. «Vogliamo confrontare i dati in modo esauriente prima di prendere posizione», dice la società del termo presieduta da Vincenzo Filisetti e controllata da Linea Group Holding. (Ha collaborato Umberto De Agostino) ©RIPRODUZIONE RISERVATA