Circoli pronti ad aiutare la Sardegna in ginocchio

di Fabrizio Merli w PAVIA «Molti soci del nostro circolo hanno parenti o amici nella zona che è stata colpita dal Ciclone. Stanno telefonando per sincerarsi che non sia accaduto nulla. Certo, queste ore le stiamo vivendo molto dolorosamente». Gesuino Piga è il presidente del circolo Logudoro, che raduna nel solo capoluogo circa 200 soci. In tutta la provincia di Pavia sono 2mila i cittadini che hanno origini sarde e che, in queste ore, stanno seguendo con angoscia le immagini rilanciate dalla televisione e dai siti internet. «Ho convocato il consiglio direttivo per domani pomeriggio (oggi per chi legge ndr) – prosegue Piga – e credo che la prima iniziativa sarà quella di proclamare una giornata di lutto. Poi faremo riferimento anche noi alla raccolta fondi che, in queste ore, è stata avviata dalla Fasi, la Federazione associazioni sarde in Italia». Infine, Piga si sofferma sulle cause che stanno all'origine del disastro che si è abbattuto sull'isola: «È vero che vi sono state piogge di intensità eccezionale – conclude – ma se sono addirittura crollati dei ponti, evidentemente vi sono delle responsabilità, se non altro per la mancata manutenzione dei corsi d'acqua». Paolo Pulina, che vive a Santa Giuletta, in Oltrepo, è responsabile dell'ufficio stampa della Fasi. In un comunicato, la presidente Serafiana Mascia lancia la proposta «che tutti i Circoli, a partire da oggi e soprattutto nei prossimi giorni di fine settimana, in cui tradizionalmente si svolgono le iniziative culturali e di socializzazione delle nostre associazioni, aprano le proprie sedi ai cittadini sardi e non sardi e alle associazioni ed enti dei propri territori che in queste ore ci stanno dichiarando la loro disponibilità ad aiutare le famiglie e le imprese sarde». E Pulina aggiunge: «In Italia esistono 70 circoli che radunano sardi e amici della Sardegna e da subito è inziata la mobilitazione per aiutare chi è stato colpito da questa calamità. La cosa più importante, in questo momento, è evitare che ciascuno si muova singolarmente, per quanto con generosità, e trovare un soggetto che coordini le iniziative. Soggetto che è la Fasi. Chiaramente, chiunque voglia dare una mano potrà contattare uno dei nostri circoli». Mentre gli approfondimenti televisivi iniziano a delineare i contorni della tragedia, dai territori pavesi si cerca di capire chi sia stato coinvolto. Giovanni Podda, responsabile del circolo di Vigevano, dice: «Ciascuno di noi ha contattato i parenti e gli amici che vivono in quella zona, ma al momento, per fortuna, nessuna delle famiglie che vivono qui ha avuto cattive notizie. Come circolo vigevanese siamo in attesa che la Federazione ci dica come dobbiamo organizzarci». Una rete di solidarietà, quella dei sardi, che ha dato ottime prove anche nel recente passato.