Lo Spiegel, a Roma un centro Nsa

di Andrea Visconti wNEW YORK La Casa Bianca in materia di intelligence è nei guai molto più di quanto non avesse pensato. Le voci di protesta si alzano ormai dall'Unione europea, dall'Onu e da singoli premier europei come Angela Merkel intercettata, rivela ora lo Spiegel, fin dal 2002. E perfino una vecchia alleata di Barack Obama prende le distanze dal presidente. «Non si è ancora fatta piena chiarezza su quello che sarebbe accaduto», ha dichiarato ieri l'ex Segretario di Stato Hillary Clinton. «Ai sospetti dei nostri alleati non abbiamo risposto adeguatamente fornendo i dettagli necessari». Le parole dell'ex capo della diplomazia Usa sono state ben calibrate, senza mettere in eccessiva difficoltà Obama, ma allo stesso tempo posizionando la Clinton in visto di una possibile seconda scalata alla Casa Bianca. Un messaggio rivolto agli alleati europei proprio ora che emerge, da rivelazioni del sito di Der Spiegel, che gli Stati Uniti in Europa hanno circa ottanta centro di spionaggio, fra quelli della Cia e quelli dell'Nsa. E fra questi ce n'è anche uno a Roma. Francia e Germania stanno intanto approfittando del Datagate per ridisegnare le regole internazionali dell'intelligence che fino a questo momento erano disegnate esclusivamente dagli Stati Uniti. I governi di Parigi e di Berlino sperano di scardinare la struttura cosiddetta dei "Cinque Occhi". Si tratta di un accordo fra i servizi di spionaggio in cinque Paesi, tutti di lingua inglese. Sono, oltre naturalmente agli Usa, anche Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Fra loro esiste un patto d'acciaio di collaborazione e un'intesa per non spiarsi a vicenda. Questo vecchio accordo non sta più bene ai partner europei che ora fanno pressione perché si allarghi il giro di cooperazione per l'intelligence. La Ue vede dunque l'opportunità di fare pressione su giganti americani come Google e Yahoo affinchè prendano direttive anche dagli europei, non solo dagli americani. E si sta attivando per far sì che questi giganti debbano ottenere una preventiva autorizzazione prima di fornire al governo americano informazioni su attività digitali ed e-mail che riguardano cittadini europei. E se si rifiutano la Ue è pronta a imporre dure penali. Intanto all'Onu avanza una proposta per regolare le attività dei servizi segreti. Gli strumenti a disposizione sono infatti così sofisticati che a rischio è la privacy di tutti. Ecco che due paesi, Germania e Brasile, si stanno attivando per mettere a punto una risoluzione secondo cui l'attività di intelligence sia giustificata solo da esigenze di sicurezza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA