Giorgio Trucco «La mia nuova voce tra Verdi e Modugno»

Domani all'Arena di Verona via in scena la prima recita di "Rigoletto", spettacolo che sostituisce "Traviata" e che verrà presentato con la regia di Ivo Guerra, le scene di Raffaele del Savio, i costumi di Carla Galleri. L'orchestra sarà diretta da Riccardo Frizza (nelle recite del 16 e 23 agosto da Placido Domingo che ha confermato la sua partecipazione al festival areniano dopo il malore che l'ha fatto finire all'ospedale). Nel ruolo del titolo (per le recite di domani e del 13, 16 e 23) ci sarà il baritono lodigiano Leo Nucci, il Rigoletto per eccellenza di questi anni. A dargli il cambio ci sarà Ivan Inverardi (30/8 – 6/9); la figlia Gilda saranno Aleksandra Kurzak (9, 23/8), Olga Peretyatko (13, 16/8) e Sonya Yoncheva (30/8 – 6/9), mentre Saimir Pirgu (9, 13, 16/8) e Gianluca Terranova (23, 30/8 – 6/9) daranno voce al Duca di Mantova. Biglietti tel. 045 800.5151 - biglietteria@arenadiverona.it VARZI Quel Radames che al Cortona Mix Festival strappa applausi a scena aperta è un tenore oltrepadano di trentotto anni, in carriera da quattordici, che fino a poco tempo fa mai si sarebbe sognato di lasciare Donizetti per Verdi. E invece. «Ho dato retta al mio nuovo agente che m'ha detto: ma che repertorio leggero, ma che Nemorino, tu sei un tenore lirico. Allora ho trovato una brava insegnante, ho studiato sodo, la voce s'è irrobustita. In Spagna m'hanno chiamato a fare Ismaele nel Nabucco. E' andata bene. Ma la prova del nove è stata quell'Aida a Cortona. La parte di Radames me la sono messa in gola. E adesso indietro non torno». Un futuro nel segno di Verdi, insomma: «Eccome: sette recite di Aida in autunno al teatro Verdi di Firenze. A ottobre La forza del destino a Pisa. Poi Falstaff a Ravenna e a Lucca, il Macbeth a Toulon...» snocciola. Giorgio Trucco è un fiume in piena. La voce al telefono, simpatica e generosa, non sembra quella di un cantante lirico, attento a risparmiarsi anche quando deve rispondere al buongiorno. Trucco ha invece un'esuberanza che ricorda quella di Ambrogio Maestri, altra star pavese del belcanto, altro personaggio senza cautele inutili. «Ambrogio? Un mito. Qualche tempo fa, dopo le prove di una produzione del Ravenna Festival alla quale m'ha chiamato Cristina Muti - era la quarta volta! – siamo andati tutti a cena con il maestro Muti che era capitato lì a salutare la moglie. Chiacchierando del più e del meno, Muti ha ricordato il Falstaff alla Scala e la definizione di "bello spettacolino" che Maestri con nonchalanche regalò a quella produzione iperbolica, lasciando tutti basiti». Muti che spesso, quando è a Ravenna, si materializza all'improvviso a teatro in una poltroncina della sala prove («è il terrore dei cantanti in scena: quella voce che arriva dal buio non risparmia critiche, anche le più feroci»), ha avuto modo di ricordare a Trucco la grande violinista Pina Carmirelli, vanto di Varzi. «Quando ha saputo delle mie origini, il maestro m'ha subito raccontato di essersi esibito più volte insieme a lei. L'ha definita una vera star del violino e ha appreso con soddisfazione che la città di Varzi da qualche anno la ricorda con un premio». Ben attento a non indossare i panni del divo, Trucco non dimentica il pubblico di casa nè i colleghi-amici con i quali s'è sempre esibito. «Ci mancherebbe: domenica sera canterò a Montebello sul sagrato della chiesa. Un recital dedicato alle canzoni di Modugno e agli anni d'oro della radio. A Varzi, per la gente che mi conosce da sempre, canterò tra qualche settimana insieme a Emanuele Servidio e Miguel Sanchez Moreno. Facciamo i tre tenori, come Pavarotti Domingo e Carreras. Lo spettacolo piace, noi ci divertiamo. Cantare è la cosa più bella del mondo. Cos'altro posso aggiungere?» (lu.s.)