LE CAMERE IL FUMO E L'ARROSTO

di ANDREA SARUBBI «Basta lavorare soltanto dal martedì al giovedì», disse Gianfranco Fini a fine 2012, annunciando un prolungamento dei lavori d'Aula per tutta la settimana. «Saremo qui dal lunedì al venerdì», gli hanno fatto eco i nuovi presidenti di Camera e Senato, all'indomani del loro insediamento. Naturalmente non è vero che deputati e senatori lavorino due o tre giorni a settimana, perché le votazioni in Aula non sono che una parte dell'impegno parlamentare, fatto anche di lavori in Commissione - a volte coincidono con i giorni d'Aula, a volte no - e soprattutto di incontri pubblici. Ma se da fuori si continua a percepire il Parlamento come il luogo dell'ozio, è segno che un problema cronico esiste: non perché si lavori poco, ma piuttosto perché si lavora a vuoto. E la tendenza non si è invertita nemmeno nella legislatura che avrebbe dovuto aprire le Camere come una scatoletta di tonno. Un non addetto ai lavori che si trovasse fra le mani il calendario mensile dei lavori di Montecitorio avrebbe l'impressione di una Camera in perenne movimento: convocazioni dell'Aula dal lunedì al venerdì, con eventuali prosecuzioni notturne, che se fosse davvero così non ci sarebbe nemmeno il tempo di riunire le Commissioni. La verità è che quel calendario sta ai lavori effettivi come il prezzo reale di una camera d'albergo sta alla tariffa massima pubblicata dietro alla porta: di fatto, anche in questi primi cento giorni di legislatura, se non fosse stato per le mozioni - atti che formalmente impegnano il governo, ma che non sono testi di legge - in certe settimane l'Aula si sarebbe potuta addirittura chiudere, per mancanza di argomenti. Prendiamo il mese di luglio, per fare un esempio: tolta la conversione dei decreti in scadenza - il nuovo commissariamento dell'Ilva, il decreto del fare, i pagamenti dei debiti degli enti del Servizio sanitario nazionale, l'efficienza energetica con la proroga degli ecoincentivi - non è che a Montecitorio resti molta polpa. Alcune sedute sono impegnate da decisioni interne: all'ordine del giorno, come si è visto ieri, ci sarebbe l'elezione del vicepresidente mancante da mesi, dopo la nomina di Lupi a ministro, ma lo stallo attuale su Daniela Santanchè e il conseguente rinvio significano un ulteriore ingolfamento del calendario. Sullo stesso fronte, quello del funzionamento interno, c'è poi la costituzione della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Infine, ancora nello stesso capitolo, va compresa anche l'istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali, in programma a fine mese; sempre ammesso che arrivi in tempo dal Senato, naturalmente. Tre provvedimenti in un mese solo per far funzionare la macchina. Poi ci sono gli atti minori, che dovrebbero avere un ruolo da comprimari e invece, nel calendario, la fanno da protagonisti. Tipo le ratifiche di accordi internazionali, come quella di un Protocollo tra l'Italia e l'Unesco, o le immancabili mozioni: solo in questo mese se ne contano sugli ogm, sulla salvaguardia del bilinguismo nella toponomastica di Bolzano, sulla sospensione del pagamento della rata 2013 per il finanziamento ai partiti, sulla libera circolazione dei lavoratori croati dopo l'ingresso nell'Ue, sulla crisi di Irisbus e BredaMenariniBus. E gli spazi di iniziativa legislativa del Parlamento? Eccoli qui: la legge arrivata ieri in Aula - che è peraltro una delega al governo - sulle pene alternative, l'introduzione nel Codice penale del reato di scambio elettorale politico-mafioso, la legge sull'omofobia, la limitazione della piena liberalizzazione degli orari di apertura di esercizi commerciali, l'abolizione del finanziamento pubblico diretto ai partiti, la norma tanto cara al Pdl sulla diffamazione. Naturalmente non verranno discusse tutte: a parte le pene alternative e il finanziamento ai partiti (inserito con procedura d'urgenza, ma a fine luglio), per il resto si navigherà a vista, pronti a rimandare diversi temi a settembre. Sarà curioso, magari proprio a fine mese, verificare la percentuale di fumo e quella di arrosto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA